La storiografia sull'antifascismo

Testi e documenti dell'antifascismo - Periodici antifascisti

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Una quinta unità di ricerca – coordinata da Albertina Vittoria e Leonardo Rapone – si è occupata della sezione Storiografia, che contiene 2760 schede. I titoli inseriti comprendono soltanto monografie, saggi e pubblicazioni di fonti, e non articoli di quotidiani o di settimanali, né voci di enciclopedie o di dizionari. Sono titoli di testi a carattere scientifico o di memorialistica e non di polemica politica. L’oggetto della bibliografia è infatti la storia dell’antifascismo, non il ruolo dell’antifascismo nell’Italia repubblicana, né le interpretazioni che in merito sono state proposte, soprattutto negli anni più recenti. La periodizzazione è la medesima di tutto il censimento: non sono quindi stati schedati né titoli sul periodo precedente alle “leggi fascistissime”, né sulla Resistenza. Non si troveranno inoltre titoli relativi ad Antonio Gramsci e alla sua opera, poiché esiste già una bibliografia gramsciana alla quale si rinvia: pubblicata dalla Fondazione Istituto Gramsci nel 1991 (poi in nuove edizioni nel 1995 e nel 1997), è ora disponibile on line (www.fondazionegramsci.org) e costantemente aggiornata.
La grande quantità di saggi e di volumi sull’antifascismo pubblicati dal dopoguerra ai giorni nostri ha costretto ad altri tagli: per esempio, per quanto riguarda buona parte delle opere collettanee, non si è potuto procedere alla schedatura dei singoli contributi, ma si è lasciato soltanto il titolo generale dell’opera. Il medesimo criterio è stato adottato per le numerose pubblicazioni sull’antifascismo locale o per quei volumi in cui risulta evidente che tutti i contributi riguardano la storia dell’antifascismo nell’ambito cronologico prescelto, anche se in tal modo si sono perse le specificità dei temi e la loro varietà. Sono stati invece schedati i singoli contributi di opere che non hanno esclusiva pertinenza con la storia dell’antifascismo o che non sono relative alla periodizzazione della presente bibliografia.
Data l’ampia mole di titoli da gestire, si è cercato di dare sempre tutte le informazioni reperite, a volte anche a scapito della congruenza tra scheda e scheda: il campo “note”, oltre a contenere dati relativi a introduzioni, curatele, edizioni, è stato utilizzato in tal senso, riportando i dati che potessero essere utili allo studioso in merito alle vicende editoriali dell’opera. Anche per quanto riguarda la bibliografia internazionale sull’antifascismo, in verità non molto consistente per il periodo considerato, abbiamo riportato tutte le notizie individuate, pur consapevoli della non completezza e dell’esigenza di una ricerca specifica.
Il criterio che ha condizionato la scelta delle “parole chiave” è stato quello di fornire agli utenti gli strumenti per poter svolgere le proprie ricerche, piuttosto che quello di tener conto degli sviluppi della storiografia e in particolare delle riflessioni che negli ultimi anni hanno riguardato la nozione di antifascismo. Da questo punto di vista, non si sono prese in considerazione né alcune categorie controverse, come quella di “antifascismo esistenziale”, né le forme di dissenso sociale e occasionale. Pertanto, nel censimento sono stati inseriti titoli strettamente pertinenti all’antifascismo e alla lotta politica e sociale, alle organizzazioni antifasciste, ai partiti e ai movimenti politici, agli antifascisti in esilio, agli organismi internazionali, agli strumenti e ai luoghi della repressione.
Uno dei settori più problematici è risultato quello della cultura e degli intellettuali. Sono stati considerati unicamente quei testi dove l’antifascismo di studiosi o di gruppi di intellettuali risultasse come l’argomento al centro dell’analisi. Ad esempio, per quanto riguarda la figura di Benedetto Croce, si sono scelti solo i titoli relativi al suo antifascismo e non sono stati considerati carteggi o opere che pure, in qualche modo, contenevano elementi di conflitto con l’ideologia fascista. In questo campo, proprio perché complesso e difficilmente classificabile, è stata utilizzata la parola chiave Dissenso intellettuale, per indicare quell’attività culturale che si collocava - ma in maniera chiara - al di fuori del regime (è il caso di case editrici quali Einaudi e Laterza). Per quanto riguarda singoli personaggi, ci si è limitati a considerare le opere di quegli intellettuali inequivocabilmente antifascisti, che per esempio subirono il carcere e il confino (per fare due nomi: Leone Ginzburg e Cesare Pavese).
Anche per quanto riguarda l’esperienza di quei giovani della cosiddetta “generazione littoria”, che maturarono un processo di avvicinamento all’antifascismo – il “lungo viaggio attraverso il fascismo” narrato per primo da Ruggero Zangrandi – si è usata la parola chiave Dissenso intellettuale: si sono scelti titoli relativi a vicende che inequivocabilmente sarebbero approdate all’antifascismo, se non addirittura alla Resistenza, in contrasto con quanto certa recente storiografia tende a negare. Sono rientrate in questo ambito figure come Giaime Pintor, lo stesso Zangrandi e tutti quei giovani che, in varie parti d’Italia, manifestarono il proprio dissenso nei confronti del regime. La stessa parola chiave è stata utilizzata anche per Nello Rosselli, che – com’è noto – a differenza del fratello Carlo rimase in Italia a svolgere la propria attività di studioso ma, sotterraneamente, conducendo un’opera culturale in contrasto con quella ufficiale. Ancora, Dissenso intellettuale è stato usato per i professori universitari che non prestarono il giuramento al regime nel 1931.
Un altro caso difficile, che ha costretto a scelte rigide, è quello dei cattolici: ci siamo attenuti esclusivamente a testi nei quali si fa esplicito riferimento alla loro attività antifascista, oltre naturalmente a quelli relativi agli esuli o a personaggi chiaramente antifascisti (quali don Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari, Giuseppe Donati, Guido Miglioli) o ad esponenti del Partito popolare che subirono il carcere (come Alcide De Gasperi). Abbiamo quindi dovuto escludere tutti quegli studi che hanno indagato forme di dissenso in esperienze specifiche e abbiamo ristretto i titoli alla fase in cui singoli personaggi svolsero attività antifascista o furono costretti all’esilio o incarcerati.
Una specificità che ci è sembrato importante non perdere riguarda la presenza femminile nell’antifascismo, sia a livello organizzativo, sia per quanto riguarda il carcere o l’esilio: per questo motivo abbiamo introdotto la parola chiave – senza dubbio un po’ generica – Donne.
Per quanto riguarda gli ambiti politici, le parole chiave sono state divise per grandi culture, dovendo di necessità scegliere la soluzione più semplice: si sono in tal modo perse le differenze che nel corso degli anni segnarono i singoli partiti e i movimenti, ma d’altra parte si è resa più facile la ricerca per gli studiosi. Per i socialisti, ad esempio, non si è tenuto conto delle divisioni e delle diverse denominazioni e si è mantenuta la parola chiave generalista Socialisti. Per singoli personaggi che trasmigrarono da un partito a un altro si sono indicati i gruppi ai quali aderirono, indipendentemente dal periodo trattato nell’opera censita: ad esempio per Angelo Tasca e Ignazio Silone sono state adoperate sempre le parole chiave Comunisti e Socialisti, a meno che il titolo non fosse esplicitamente riferito alla loro attività all’interno di uno dei due partiti. Data la particolare specificità delle fratture all’interno del movimento comunista internazionale, è stata introdotta la parola chiave Comunisti dissidenti, anche per caratterizzare una dissidenza nei confronti dell’Urss staliniana che assunse spessore organizzativo. Per quei personaggi che difficilmente possono essere identificati con un partito o che si avvicinarono a diversi movimenti mantenendo la propria indipendenza, è stata utilizzata la parola chiave Antifascisti: per esempio è il caso di Gaetano Salvemini.
Non sono stati schedati i titoli riguardanti la persecuzione antiebraica, né è stata introdotta tale parola chiave, essendo il tema di così vasta portata da implicare una bibliografia a sé. Per i titoli riguardanti l’attività di ebrei antifascisti è stata utilizzata la parola chiave Opposizione interna. È stata invece introdotta la parola chiave Minoranze nazionali per classificare l’opposizione e la persecuzione di alcune popolazioni nel territorio italiano, come gli sloveni e i croati.
Sono stati inoltre censiti diversi movimenti dell’antifascismo (Mup, Psuli, Alleanza nazionale, Movimento guelfo, Mazzini Society), le formazioni unitarie (Lidu, Upi Concentrazione antifascista) e le due organizzazioni internazionali (Internazionale comunista e Internazionale operaia e socialista).
In generale, per l’attività politica i due grandi contenitori sono stati Opposizione interna e Antifascismo all’estero. Tutto ciò che riguarda la repressione poliziesca, l’attività dell’Ovra, il Tribunale speciale, i processi, il carcere e il confino è stato segnalato con la parola chiave Azione repressiva.
I testi sono stati schedati anche per le loro caratteristiche editoriali, utilizzando differenti parole chiave: Scritti e carteggi per le raccolte di scritti e per gli epistolari; Testimonianze per diari, memorie, ricordi; Strumenti per bibliografie, dizionari, enciclopedie, antologie di documenti, inventari di archivi e di biblioteche; Stampa per raccolte o storie di giornali e periodici. I titoli che comprendono diversi aspetti o che riguardano ampi periodi della storia dell’antifascismo italiano sono stati compresi nella categoria Opere di carattere generale.
Un ulteriore ausilio alla ricerca si è voluto fornire indicando l’“ambito geografico”, quando presente nei testi censiti: nel caso dell’Italia si è specificata la città, o la regione, o per lo meno l’area geografica (Nord/Centro/Sud); per gli altri paesi si è citato soltanto lo Stato. Parole chiave e ambito geografico possono naturalmente essere incrociate nella ricerca, in modo da raffinare i risultati. Ad esempio, per quanto riguarda la partecipazione dei volontari antifascisti alla guerra di Spagna, non essendo utilizzata una parola chiave a sé, i titoli relativi sono rintracciabili incrociando la parola chiave Antifascismo all’estero e l’ambito geografico Spagna.
Infine un riferimento alle fonti e agli strumenti utilizzati per la bibliografia. La base per la ricerca bibliografica è stata naturalmente la Bibliografia storica nazionale, alla quale sono state affiancate diverse bibliografie specifiche, come la sezione dedicata a Il regime di polizia, l’opposizione interna e l’antifascismo all’estero della Bibliografia orientativa del fascismo diretta da Renzo De Felice, di grande utilità fino al 1985. È capitato però molto spesso di rintracciare – anche per vie fortuite – alcuni titoli non segnalati in alcuna delle bibliografie consultate: questo vale soprattutto per titoli di storia locale e per contributi stranieri, oppure per quei saggi apparsi in miscellanee di argomento vario. La ricerca è stata quindi completata con lo spoglio delle principali riviste di storia italiane e straniere. Per gli anni più recenti, fondamentali sono le schedature di riviste presenti in diversi siti on line. Il lavoro, nel suo insieme, è stato facilitato dalla consultazione dei cataloghi in rete di tutte le principali biblioteche del mondo.
Nonostante tali strumenti e la notevole quantità di dati raccolti, va da sè che il repertorio non possa essere considerato esaustivo, né per la parte relativa alla Storiografia, né per le sezioni Testi e documenti e Periodici. Pensiamo comunque che questa bibliografia possa costituire una buona base di partenza, che potrà essere costantemente ampliata e aggiornata grazie alla sua pubblicazione on-line.

A cura di Matteo Pasetti

Testi e documenti dell'antifascismo - Periodici antifascisti

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DOI 10.1473/stor18

Data di pubblicazione
12 gennaio 2009

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