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| Numero 2-2006
Qualche anno fa un gruppo
di fisici di Bologna iniziò a studiare
un modello di mobilità urbana dal
nome “Mobilis in Mobile”, implementato
al computer con lo scopo di fare della statistica,
di creare uno strumento didattico, ma soprattutto
per iniziare a fare attività di laboratorio
al computer
Ormai da diversi anni l’impiego
dei sistemi informativi territoriali si
è affermato anche in campo archeologico.
Ciò è dovuto sicuramente al
fatto che in molti ci si è resi conto
che essi rappresentano uno strumento in
grado di risolvere una vasta gamma di problemi
che affliggono le metodologie di gestione
ed analisi dei dati archeologici.
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Abbiamo incontrato Serge
Noiret, coordinatore del WWW Virtual
Library History Central Catalogue,
in occasione di una lezione su La
storia, le fonti, la rete, tenuta
presso il Dipartimento di Discipline
Storiche di Bologna il 17 maggio 2006.
La seguente conversazione è
in gran parte basata sulle tematiche
affrontate nel corso della lezione
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La tecnologia informatica
applicata alla storia delle città
permette di incrociare in modo nuovo e originale
informazioni urbanistiche e dati storici.
Lo studio della trasformazione urbana di
Modena dall'entrata in Italia di Napoleone
al primo conflitto mondiale, utilizzando
tali metodologie, ha restituito, in particolare,
un quadro preciso del risanamento igienico
della città.
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