Vincenzo Verniti
La ricerca bibliografica in storia della
cartografia. Una guida a strumenti e risorse nel contesto bolognese

1. Introduzione

L'indagine affronta i metodi della ricerca di fonti e risorse nell'ambito della storia della cartografia. Sono prese in considerazione sia le risorse digitali (cataloghi in linea, banche dati, libri e periodici elettronici, risorse web) sia i tradizionali materiali a stampa come i repertori bibliografici.

Il lavoro è pensato prevalentemente per l'utenza accademica bolognese e per questo motivo, nel riportare documenti e risorse, si è tenuto conto della reale possibilità di accesso a tali titoli adoperando strumenti e servizi effettivamente disponibili a Bologna. Per la maggior parte delle pubblicazioni, è indicata la localizzazione all'interno dei cataloghi online e l'eventuale disponibilità in formato elettronico. Tranne poche inevitabili eccezioni, quindi, il materiale bibliografico è disponibile presso le biblioteche del territorio bolognese e le risorse elettroniche menzionate sono accessibili in rete attraverso il CIB (Centro Interbibliotecario dell'Università) http://www.cib.unibo.it  oppure direttamente presso le biblioteche. A queste ultime si può ricorrere, qualora il materiale non fosse disponibile, per richiedere il servizio di prestito interbibliotecario (ILL, Inter-Library Loan) o di fornitura dei documenti (DD, Document Delivery).

E' importante ricordare che gli utenti dell'Università di Bologna (docenti e studenti) possono accedere gratuitamente a tutte le risorse  digitali, comprese quelle commerciali, disponibili in abbonamento presso l'Università. Il collegamento può avvenire da una qualsiasi postazione di lavoro connessa alla rete d'ateneo. L'accesso ai servizi bibliografici commerciali è garantito anche per le connessioni effettuate fuori dall'area universitaria (ad esempio da casa propria o da altre sedi), abilitando il proprio personal computer al servizio di proxy [1].

Il servizio, riservato esclusivamente agli utenti dell'Università di Bologna, è disponibile all'indirizzo http://www.cib.unibo.it/internet/proxy/

Lo studio si presenta come una guida alle strategie, agli strumenti e alle risorse utilizzabili per una ricerca in ambito cartografico. A volte l'esposizione assume la forma di una bibliografia ragionata. In definitiva si è cercato di realizzare uno strumento che potesse svolgere il ruolo di supporto all'attività di studio e di ricerca.

La prima parte del lavoro definisce il metodo seguito per la ricerca delle fonti; viene precisato il  concetto di "fonti primarie" e "fonti secondarie" e i limiti di questa classificazione.

Vengono quindi illustrate le caratteristiche dei cataloghi in linea utilizzati per la localizzazione del materiale. Si passa quindi ad esaminare nel dettaglio le più rilevanti classi di fonti primarie e secondarie riportando, a puro titolo esemplificativo e senza alcuna pretesa di completezza, una guida ragionata di alcune delle principali pubblicazioni internazionali che hanno un ruolo importante nella ricerca in storia della cartografia.

Particolare rilievo è attribuito alle risorse elettroniche disponibili presso l'ateneo bolognese. Viene riportato l'elenco dei periodici elettronici di ambito geografico che consentono l'accesso, direttamente via Internet, al testo pieno degli articoli; si citano le banche dati bibliografiche, generali e disciplinari, che costituiscono strumenti fondamentali per la ricerca dei documenti pubblicati in ogni parte del mondo.

Si trattano quindi, brevemente, le strategie di ricerca delle informazioni in Internet e si fornisce un elenco delle principali risorse cartografiche disponibili in rete.

In conclusione, la ricerca di cartografia storica nelle collezioni locali bolognesi è oggetto di una sintetica analisi. Si segnalano alcuni importanti fondi cartografici posseduti da biblioteche, musei e archivi bolognesi e si riporta la relativa bibliografia.   

Un'ultima precisazione riguarda i settori della cartografia: il lavoro non prende in considerazione, tranne qualche eccezione, le fonti cartografiche in ambito GIS. La vastità delle risorse disponibili e il rapido evolvere della tecnologia avrebbero reso i riferimenti a tale settore necessariamente parziali e rapidamente obsoleti.

E' stato invece inserito qualche riferimento, soprattutto per quanto riguarda i periodici elettronici, alle pubblicazioni che trattano nozioni di fotogrammetria.   

2. I metodi della ricerca

Una ricerca bibliografica, per risultare completa, deve essere condotta necessariamente sia in rete che su fonti bibliografiche tradizionali. Infatti, bisogna essere coscienti che in rete non si trova tutto e non sempre quello che si trova ne costituisce la parte più autorevole e rappresentativa. Inoltre, dobbiamo sempre tenere presente che in rete si possono trovare risorse organizzate, secondo i tradizionali schemi usati per gli strumenti cartacei (è il caso di cataloghi in linea di biblioteche, repertori bibliografici, banche dati) oppure informazioni eterogenee sparse o comunque organizzate con criteri diversi. In questo lavoro verranno prese in considerazione entrambe le tipologie, senza tuttavia mantenere una separazione rigida tra i due contesti.

Quando si inizia una ricerca bibliografica, è importante quindi sapere bene cosa cercare per decidere quali strumenti sono più adatti ai nostri obiettivi.

Ad esempio, se vogliamo sapere chi possiede un libro o una rivista, non ci serviremo di un motore di ricerca ma di un catalogo in linea. I motori infatti non ricercano ancora all'interno dei database dei cataloghi, nonostante negli ultimi tempi vi siano stati notevoli progressi in tal senso e non è affatto escluso che in un prossimo futuro potremo disporre di strumenti affidabili che siano in grado di ricercare anche all'interno di quello che viene chiamato "invisible web" o "deep web" [2]. Già oggi, ad esempio, molti motori sono in grado di indicizzare in full text [[3]] i file in formato Pdf [[4]], una volta inaccessibili. Tuttavia, con i motori, è sempre possibile ricercare nelle pagine che riportano informazioni sulle risorse e ciò è molto utile per conoscere almeno i contenuti, le caratteristiche e le localizzazioni degli archivi.

Un'altra importante precisazione va fatta sulle risorse ad accesso libero e quelle a pagamento. Tranne rare eccezioni, non è possibile ottenere gratuitamente in rete il testo di documenti regolarmente pubblicati o l'accesso libero a risorse elettroniche commerciali a pagamento. Il testo completo di un recente articolo di una rivista commerciale, disponibile in rete in formato elettronico, sarà visibile solo pagando i diritti all'editore. Allo stesso modo, il produttore di una banca dati a pagamento non permetterà la ricerca gratuita sui propri dati. 

Molti editori però consentono, a titolo promozionale, l'accesso libero alle versioni digitali di alcuni testi in commercio e alle vecchie annate dei periodici. Anche per le banche dati esiste spesso la possibilità di consultazioni "demo" per un periodo di tempo limitato o per una determinata porzione dei dati.

Chiarito in via preliminare questo aspetto, va però precisato che molti enti, tra cui l'Università di Bologna, sono abbonati a una gran quantità di risorse elettroniche commerciali e che quindi, gli utenti di tali istituzioni (studenti, docenti) possono accedere liberamente anche a questo tipo di informazioni.

Maggiori dettagli relativi alle modalità di accesso verranno forniti durante la presentazione delle varie risorse.

Dicevamo dunque che, quando intraprendiamo un lavoro di ricerca, dobbiamo chiederci innanzitutto cosa vogliamo cercare. Riferendoci alla storia della cartografia, l'oggetto della nostra ricerca  potrà essere una carta geografica, un atlante, una collezione di carte; ma anche un testo che parla di una carta; la storia della cartografia di una determinato periodo o di una determinata area geografica; gli atti di un convegno; un articolo sulla produzione di un cartografo e potremmo continuare a lungo con altri molteplici esempi.

Cercheremo quindi di procurarci il maggior numero di informazioni per identificare e localizzare questi materiali. Ma per raggiungere i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di sapere  dove andare a cercare le informazioni e quali  strumenti ci possono fornire un valido ausilio per la ricerca.

Nel corso del lavoro verranno affrontati proprio questi aspetti: proveremo a classificare le varie tipologie dei documenti e indicheremo di volta in volta gli strumenti e le strategie più adeguate ad un loro recupero.

3. Tipologie di documenti

Le carte sono il principale oggetto di studio della cartografia. La loro conoscenza è fondamentale ma, dovendo intraprendere un'attività di ricerca, è altrettanto fondamentale conoscere gli strumenti, le fonti e le risorse [5]]più adatte a individuarle e ad esaminarle.

Il lavoro di analisi è stato condotto separando "fonti primarie" e "fonti secondarie".

Per "fonti primarie" intendiamo qualsiasi documento, cartaceo, analogico, digitale, che riporti i risultati di una ricerca, studio, osservazione e narrazione [6]. L'espressione "fonti primarie" evidenzia che si tratta di documenti originali, ossia di prima mano, nei quali uno studioso può trovare informazioni su uno specifico argomento: ad esempio un dato, un'informazione topografica presente in una carta, lo stato di avanzamento di una ricerca presentato negli atti di un convegno o in un articolo etc. Quando si inizia la ricerca in un ambito non noto, per reperire le fonti o letteratura primaria si utilizzano le "fonti secondarie". Queste ultime sono costituite da documenti quali indici e bibliografie che eseguono rassegne di documenti primari e consentono di reperirli. La differenza principale tra fonte primaria e fonte secondaria consiste nel fatto che un documento definito "fonte primaria" offre informazioni direttamente utilizzabili (una data di nascita), mentre un documento classificato come "secondario" rinvia ad una "fonte primaria". Possiamo ad esempio trovare una lista di articoli in una fonte secondaria. Una volta selezionati quelli di interesse, dovremo localizzare la biblioteca che li possiede e procurarci il testo dell'articolo o se il periodico è elettronico e abbiamo i diritti di accesso, potremo "cliccare" sul link collegato al periodico su Web e da qui visualizzare il testo completo dell'articolo. La distinzione tra fonti primarie e secondarie è metodologicamente utile a comprendere in che modo considerare le pubblicazioni, ma è opportuno tenere conto dei limiti di tale ripartizione. Spesso le pubblicazioni che raccolgono carte contengono una ricca bibliografia cui rinviano per lo studio del materiale primario. Inoltre, per quanto riguarda le risorse non cartacee e le banche dati in particolare, non è infrequente che siano presenti sia riferimenti bibliografici, sia i link al testo pieno dei documenti. Lo stesso avviene per i portali e per i siti disciplinari. Nella maggior dei casi parte sono disponibili link a bibliografie, ma anche a documenti a testo pieno.
L'indagine si rivolge ad un pubblico di studiosi che lavorano in ambito bolognese, pertanto è stato ritenuto opportuno indicare, per tutti i documenti citati, la disponibilità - per le risorse cartacee - o l'accesso - per le risorse elettroniche - in primo luogo a Bologna, o se non disponibili a Bologna, in Italia. Per le pubblicazioni cartacee verrà quindi indicata la localizzazione nei cataloghi:

SBN Polo [7] se disponibile nel polo bolognese: http://opac3.cib.unibo.it/opac/sebina/aubo oppure http://sol.cib.unibo.it:8080/SebinaOpac/Opac .

SBN Indice [8], se non disponibile nel bolognese, ma in altre località italiane: http://opac.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame

Mai-Azalai [9] se non disponibile in SBN Indice, ma da ricercarsi mediante il metaopac Mai-Azalai, risorsa che interroga simultaneamente oltre 150 cataloghi italiani, molti dei quali non afferenti a SBN: http://azalai.cilea.it/mai/ .

Si rinvia al prossimo paragrafo per una breve descrizione del contenuto di questi cataloghi e di alcuni dei principali cataloghi stranieri .

Per i periodici, verrà indicato se disponibili in ACNP (Catalogo Nazionale dei Periodici); i periodici online, accessibili dall'Università di Bologna, saranno riportati in una lista a parte con l'indicazione della copertura  e della piattaforma editoriale presso cui è accessibile il testo completo.

Questa la simbologia adottata:

ACNP significa che una copia cartacea è localizzabile mediante ACNP: http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html 

Online: gli utenti dell'Ateneo di Bologna (sedi romagnole comprese) possono accedere al testo completo degli articoli

Free Access: il periodico è liberamente consultabile su Internet, senza necessità di alcuna licenza.

Poiché una pubblicazione può contenere due o più tipologie di informazioni, per pura chiarezza espositiva, essa potrà essere citata più di una volta nel presente lavoro.

4. Gli strumenti di localizzazione: i cataloghi 

Il catalogo è uno strumento che consente di verificare se in una biblioteca esiste la pubblicazione di un autore,  oppure  un'opera su un certo argomento. E' il principale strumento da utilizzare per localizzare i documenti. I cataloghi possono essere cartacei ed elettronici. I cataloghi cartacei più diffusi sono quelli per autore-titolo e per soggetti. Il catalogo per autore/titolo informa su quale opera di un determinato autore e quali edizioni di una determinata opera esistono in biblioteca; il catalogo per soggetto riporta le opere relative a un determinato argomento. A volte, esiste un catalogo separato per le pubblicazioni periodiche. Vi possono essere anche cataloghi speciali quali cataloghi di carte, mappe, audiovisivi, tesi, materiale antico etc.  

In questo lavoro prenderemo in considerazione essenzialmente le caratteristiche dei cataloghi online (OPAC) e ci riferiremo a questi strumenti per la localizzazione delle pubblicazioni menzionate.

Vedremo in seguito che il catalogo di grandi biblioteche può anche essere usato solo come bibliografia, ossia per verificare quali pubblicazioni esistono su un certo argomento, indipendentemente dalla localizzazione.

I cataloghi in linea, chiamati anche OPAC (Online Public Access Catalogue), sono archivi elettronici che contengono essenzialmente informazioni di tipo bibliografico.

<Un OPAC è costituito sostanzialmente da un database e da una interfaccia di accesso ai dati in esso archiviati. Un database dal punto di vista logico è composto da una serie di schede (record). Ogni record contiene la descrizione, organizzata per aree prefissate (o campi), di un determinato oggetto. Nel caso dei database catalografici, tali oggetti sono i documenti che fanno parte della collezione di una o più biblioteche> [10]

La funzione principale di un OPAC è la localizzazione dei documenti posseduti dalle biblioteche. Vi sono cataloghi in linea di singole biblioteche o di più biblioteche. Queste possono riferirsi ad un singolo ente (ad es. l'Università) ad una determinata area (es. la provincia di Bologna) o interessare l'intero territorio nazionale.

Gli OPAC possono contenere diverse tipologie di materiali (libri, periodici, carte, audiovisivi etc.) oppure considerare un solo tipo di documento (è il caso del catalogo nazionale ACNP che contiene solamente pubblicazioni periodiche).

Alcuni OPAC, oltre alle localizzazioni fisiche dei documenti presso le biblioteche, riportano anche collegamenti a servizi esterni come l'accesso alla copia digitale del libro o della rivista. Inoltre, sempre più spesso, gli OPAC sono collegati a moduli di prestito e di fornitura documenti.

Bisogna infine tenere presente che, nonostante diversi progetti in corso di recupero del pregresso, i cataloghi in linea contengono raramente la totalità dei documenti posseduti dalle biblioteche. Per questo motivo è vivamente consigliabile anche la consultazione dei tradizionali cataloghi cartacei, soprattutto per le pubblicazioni meno recenti. Vengono ora illustrate le caratteristiche di alcuni  dei più significativi OPAC italiani e stranieri.   

L'elenco completo degli OPAC delle biblioteche italiane si trova all'indirizzo: http://www.aib.it/aib/opac/repertorio.htm

Un elenco dei repertori degli OPAC stranieri è disponibile all'indirizzo: http://www.aib.it/lis/r.htm3

4.1 Il catalogo delle Polo bolognese SBN

Il catalogo del Polo bolognese SBN  http://opac3.cib.unibo.it/opac/sebina/aubo contiene le pubblicazioni possedute dalle biblioteche dell'Università e delle provincia di Bologna. Sono presenti soprattutto libri (monografie) ma anche altri materiali. Sono comprese quasi tutte le pubblicazioni acquisite dall'Università dal 1980 ad oggi, mentre per gli anni precedenti, la copertura non è completa, poiché l'immissione delle registrazioni bibliografiche precedenti è ancora in corso e non ha eguale copertura per tutte le biblioteche. In particolare, si trovano anche le localizzazioni delle pubblicazioni periodiche delle biblioteche della provincia di Bologna che non aderiscono ad ACNP. 

Inoltre è presente anche una collezione di libri antichi (pubblicati prima del 1831) e di grafica (soprattutto fotografie e manifesti).

Dal catalogo del Polo bolognese è possibile ripetere una ricerca su altri cataloghi collegati: Rete Bibliotecaria di Romagna, Rete Bibliotecaria della Provincia di Modena, Rete bibliotecaria della Provincia di Parma e Catalogo Nazionale dei Periodici ACNP.
Ulteriori servizi disponibili sono:

Link multimediale a informazioni su Web (ad esempio l'eventuale disponibilità del testo pieno o altre informazioni).

Informazioni sul contenuto del documento (indici).

Informazioni sulla disponibilità del volume (se il documento è disponibile o è a prestito e fino a che data).

Informazioni sull'acquisizione in corso/volume in corso di trattamento.

Nel caso il volume sia stato ordinato o la catalogazione sia in corso, appaiono le informazioni "Acquisizione in corso"/"Volume in corso di trattamento". In questo modo l'utente è informato che la pubblicazione sarà presto disponibile in biblioteca.

4.2 Il catalogo dell'indice SBN

Attraverso il catalogo dell'indice SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) http://opac.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame è possibile interrogare in maniera cumulativa tutti i cataloghi delle biblioteche italiane che aderiscono alla rete SBN. SBN è la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali con la cooperazione delle Regioni e dell'Università. Aderiscono a SBN biblioteche statali - tra cui le due biblioteche nazionali centrali di Firenze e Roma - comunali, universitarie, di accademie e istituzioni pubbliche e private operanti in diversi settori disciplinari.

Le biblioteche che partecipano a SBN sono raggruppate in Poli locali (uno di essi è il Polo bolognese); ogni Polo è costituito da un insieme più o meno numeroso di biblioteche che gestiscono tutti i loro servizi con procedure automatizzate tramite terminali collegati ad un elaboratore comune. I Poli sono a loro volta collegati all'Indice SBN, un elaboratore gestito dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche (ICCU) che costituisce il nodo centrale della rete. Le basi dati attualmente consultabili sono [11]:

Libro moderno. E' la principale base dati dell'Indice SBN. Contiene le notizie relative a monografie con data di pubblicazione successiva al 1830 e quella relativa a periodici antichi e moderni. La consistenza attuale è di circa 7.200.000 titoli [12].

Libro antico. Contiene notizie relative a monografie con data di pubblicazione che va dall'inizio della stampa fino al 1830. La consistenza è di circa 350.000 titoli.

Musica. La base dati contiene notizie relative a documenti musicali manoscritti, a stampa e a libretti per musica dal XVI secolo in poi. L'archivio ha una consistenza di circa 500.000 notizie.

Anagrafe delle biblioteche italiane. Raccoglie le informazioni sulle biblioteche italiane e i loro dati fondamentali. Le biblioteche presenti sono 15.873.

Edit16. Censimento delle edizioni italiane del XVI secolo. L'archivio ha lo scopo di documentare la produzione italiana a stampa del XVI secolo e di effettuare una ricognizione del patrimonio posseduto a livello nazionale. Contiene edizioni stampate tra il 1501 e il 1600 in Italia, in qualsiasi lingua, e all'estero in lingua italiana. Al censimento partecipano 1200 biblioteche italiane, la Biblioteca Statale della repubblica di San Marino e alcune biblioteche appartenenti allo stato della Città del Vaticano tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana.

BiBMan. Bibliografia dei manoscritti in alfabeto latino conservati in Italia La bibliografia attualmente disponibile è quella corrente (dal 1990) ed è il prodotto dello spoglio di 7458 tra monografie, poligrafie e periodici. Attualmente la base dati ha una consistenza di 55.357 citazioni per 40.589 manoscritti citati.

Manus. Ricerca dei manoscritti in alfabeto latino conservati nelle biblioteche italiane. E' consultabile dall'ottobre 2003 e attualmente accoglie la descrizione dei manoscritti conservati presso alcune tra le 80 biblioteche aderenti al progetto.

4.3 Il catalogo nazionale dei periodici ACNP e l'archivio spogli

Il catalogo http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html  ha origine dall'Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici (ACNP) ed è nato, come catalogo cartaceo, negli anni '70 per iniziativa dell'ISRDS-CNR [13]. L'archivio contiene le descrizioni bibliografiche delle pubblicazioni periodiche possedute da biblioteche dislocate su tutto il territorio nazionale e copre tutti i settori disciplinari.
Le biblioteche dell'Università di Bologna vi hanno aderito nel 1981.
Sin dal 1988 il CIB Centro Inter-Bibliotecario ha messo a disposizione della comunità scientifica la consultazione online di questo archivio sul proprio sistema.

A partire dal 1993, il catalogo ACNP viene aggiornato in linea direttamente dalle biblioteche aderenti e da circa due anni vengono inseriti anche i periodici elettronici. Per questi documenti è disponibile il collegamento al sito dell'editore/aggregatore per la consultazione e lo scarico del testo completo degli articoli. Attualmente sono presenti circa seimila titoli di periodici full-text, per la maggior parte dei quali, l'accesso è riservato agli utenti dell'Università di Bologna

La ricerca all'interno del catalogo può avvenire utilizzando sia una maschera di ricerca semplificata, con  poche chiavi di accesso (titolo, ente autore, codice ISSN) oppure una maschera di ricerca avanzata che contiene una gran quantità di campi di ricerca e raffinamento (ad esempio si possono filtrare solamente i titoli online).  

Dalle pagine del  catalogo è raggiungibile anche l'archivio anagrafico delle biblioteche ACNP e del polo bolognese SBN http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/bib/fb.html. L'archivio, oltre ad indicazioni prettamente anagrafiche (denominazione, indirizzo, numeri di telefono), contiene anche una vera e propria bacheca elettronica dei servizi erogati dalle biblioteche (orari di apertura, modalità di accesso al prestito e alla consultazione, condizioni per la fornitura dei documenti,  regolamento etc.) . 

Ad integrazione delle risorse informative interne e per completare la documentazione sui periodici è stato realizzato un archivio spogli integrato con il catalogo ACNP all'interno di un unico applicativo.

La procedura messa a punto per l'utente consente, nel caso un periodico abbia l'indicazione della presenza di spogli (S), di passare in modo del tutto trasparente dalla ricerca sul catalogo dei periodici alla ricerca sugli spogli e viceversa

Dalle pagine del catalogo è possibile anche accedere direttamente alla maschera di ricerca degli indici contenuti nell'archivio spogli http://serials.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/spogli/fs.html. E' possibile effettuare ricerche per titolo e autore dell'articolo e, limitatamente agli spogli del Current Contents [14], per parole chiave, abstract, settore disciplinare, intervallo temporale.

Nell'archivio spogli sono presenti quasi nove milioni di articoli provenienti da varie fonti. L'archivio del Current Contents (1993-2001) contiene otto milioni e mezzo di indici di articoli provenienti da circa novemila periodici, bibliografie, opuscoli, recensioni e altri materiali relativi a tutte le discipline (le discipline geografiche sono presenti con un centinaio di testate spogliate). Le principali informazioni presenti nel record di spoglio sono: autore e titolo dell'articolo, pagine, lingua, parole chiave, numero di citazioni bibliografiche, gli indirizzi per la richiesta di estratti e talvolta l'abstract.

Va ricordato che tutti gli spogli del Current Contents sono in lingua inglese (anche per gli indici tratti da periodici italiani).

Dal 2002 è cambiato il tipo di abbonamento al Current Contents e l'archivio non viene più alimentato. Per consultare gli articoli pubblicati a partire dal 2002 bisogna andare sul server WebSPIRS [15]  raggiungibile all'indirizzo http://web5.silverplatter.com/webspirs/start.ws?customer=c168210

(vedere anche il paragrafo dedicato alle banche dati).

Attualmente l'archivio spogli è alimentato dagli indici di periodici selezionati, provenienti dall'inserimento diretto a terminale effettuato da bibliotecari di varie strutture. Inoltre, periodicamente, vengono caricati in modalità batch (differita), spogli che provengono da vari progetti nazionali. Il più importante dei quali è il progetto ESSPER. Gestito dall'Università LIUC di Castellanza, il progetto coordina lo spoglio cooperativo di periodici italiani di scienze sociali e diritto. Attualmente sono 270 i periodici spogliati da 49 biblioteche italiane.   

Continua

Versione stampabile

Invia la pagina per e-mail Clicca qui per mandare la segnalazione
 
 
cerca Clicca qui per la ricerca  
 
 

Note

[1] Il servizio di proxy permette di utilizzare le risorse ad accesso riservato per la rete interna dell'Ateneo di Bologna (un abbonamento ad una rivista elettronica, un accesso ad una pagina web, etc.)  da una postazione internet anche esterna.

Per maggiori informazioni sul servizio si veda http://www.cib.unibo.it
/internet/proxy-almanet/

[2] Per    invisible web" o "deep web" si intende quella porzione della rete Internet che, per motivi tecnici, legali o commerciali,  i motori di ricerca non riescono a rilevare.

[3] Testo pieno, testo completo.

[4] La sigla Pdf è l'acronimo di "Portable Document Format", formato di file creato da Adobe che consente di visualizzare i documenti nel loro aspetto originale (caratteri, formattazione, colori, immagini). La consultazione è possibile grazie all'impiego di un software (gratuito), il "lettore" Acrobat Reader.

[5] Il termine "risorsa" (online) viene usato per indicare genericamente i servizi e gli archivi (siti web, banche dati, testi e periodici elettronici, opac, etc.) accessibili in rete. Il termine "strumento" (online) fa riferimento, prevalentemente, ai programmi che servono per navigare, ricercare e recuperare i documenti, utilizzare la posta elettronica ecc. Spesso, i termini fonte (in ingl. source) e risorsa (in ingl. resource) sono usati indifferentemente, soprattutto se riferiti a documenti cartacei.

[6] Cfr. fra le altre la definizioni di fonti in Ray Prytherch, Harrod's librarians' glossary of terms used in librarianship, documentation and the book crafts, Aldershot, Gower, 1990,  Con Primary source intende <Original  manuscripts, contemporary records, or documents which are used by an author in writing a book or another literary compilation. Also called "source material" and sometimes "original sources>. Per Secondary publication <A document such as an abstract, digest, index to periodicals, current awareness journal, or popularization, which is prepared in order to disseminate more widely information which has already appeared in another form, particularly in a primary publication>.

[7] Servizio Bibliotecario Nazionale. Catalogo del Polo bolognese.

[8] Servizio Bibliotecario Nazionale. Catalogo. Indice cumulativo nazionale dei cataloghi dei vari Poli.

[9] Meta-OPAC Azalai Italiano.

[10] Internet 2004: manuale per l'uso della rete, Marco Calvo ... [et al.]. Roma-Bari,  GLF editori Laterza, 2003, p. 388

[12] Le consistenze fanno riferimento al dicembre 2003

[13] Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

[14] Banca dati bibliografica interdisciplinare di riferimenti bibliografici e abstract prodotti dall'Institute for Scientific Information. Per maggiori dettagli si veda la scheda nel paragrafo sulle banche dati.

[15] SilverPlatter's Information Retrieval System for the World Wide Web


Copyright® 2005 Università degli Studi di Bologna - Altre informazioni