Vincenzo Verniti
La ricerca bibliografica in storia della
cartografia. Una guida a strumenti e risorse
nel contesto bolognese
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1. Introduzione
L'indagine
affronta i metodi della ricerca di fonti e
risorse nell'ambito della storia
della cartografia. Sono prese in considerazione
sia le risorse digitali (cataloghi in linea,
banche dati, libri e periodici elettronici,
risorse web) sia i tradizionali materiali
a stampa come i repertori bibliografici.
Il lavoro è pensato prevalentemente per
l'utenza accademica bolognese e per questo
motivo, nel riportare documenti e risorse,
si è tenuto conto della reale possibilità di
accesso a tali titoli adoperando strumenti
e servizi effettivamente disponibili a Bologna.
Per la maggior parte delle pubblicazioni, è indicata
la localizzazione all'interno dei cataloghi online e
l'eventuale disponibilità in formato elettronico.
Tranne poche inevitabili eccezioni, quindi,
il materiale bibliografico è disponibile
presso le biblioteche del territorio bolognese
e le risorse elettroniche menzionate sono
accessibili in rete attraverso il CIB (Centro
Interbibliotecario dell'Università) http://www.cib.unibo.it oppure
direttamente presso le biblioteche. A queste
ultime si può ricorrere, qualora il materiale
non fosse disponibile, per richiedere il
servizio di prestito interbibliotecario (ILL, Inter-Library
Loan) o di fornitura dei documenti (DD, Document
Delivery).
E' importante ricordare
che gli utenti dell'Università di Bologna (docenti e studenti)
possono accedere gratuitamente a tutte le
risorse digitali, comprese quelle commerciali,
disponibili in abbonamento presso l'Università.
Il collegamento può avvenire da una qualsiasi
postazione di lavoro connessa alla rete d'ateneo.
L'accesso ai servizi bibliografici commerciali è garantito
anche per le connessioni effettuate fuori
dall'area universitaria (ad esempio da casa
propria o da altre sedi), abilitando il proprio
personal computer al servizio di proxy [1].
Il servizio, riservato
esclusivamente agli utenti dell'Università di Bologna, è disponibile
all'indirizzo http://www.cib.unibo.it/internet/proxy/
Lo studio si presenta
come una guida alle strategie, agli strumenti
e alle risorse
utilizzabili per una ricerca in ambito cartografico.
A volte l'esposizione assume la forma di
una bibliografia ragionata. In definitiva
si è cercato di realizzare uno strumento
che potesse svolgere il ruolo di supporto
all'attività di studio e di ricerca.
La prima parte del lavoro
definisce il metodo seguito per la ricerca
delle fonti;
viene precisato il concetto di "fonti
primarie" e "fonti secondarie" e i limiti
di questa classificazione.
Vengono quindi illustrate
le caratteristiche dei cataloghi in linea
utilizzati per la
localizzazione del materiale. Si passa quindi
ad esaminare nel dettaglio le più rilevanti
classi di fonti primarie e secondarie riportando,
a puro titolo esemplificativo e senza alcuna
pretesa di completezza, una guida ragionata
di alcune delle principali pubblicazioni
internazionali che hanno un ruolo importante
nella ricerca in storia della cartografia.
Particolare rilievo è attribuito
alle risorse elettroniche disponibili presso
l'ateneo
bolognese. Viene riportato l'elenco dei periodici
elettronici di ambito geografico che consentono
l'accesso, direttamente via Internet, al
testo pieno degli articoli; si citano le
banche dati bibliografiche, generali e disciplinari,
che costituiscono strumenti fondamentali
per la ricerca dei documenti pubblicati in
ogni parte del mondo.
Si trattano quindi, brevemente, le strategie
di ricerca delle informazioni in Internet
e si fornisce un elenco delle principali
risorse cartografiche disponibili in rete.
In conclusione, la ricerca
di cartografia storica nelle collezioni
locali bolognesi è oggetto
di una sintetica analisi. Si segnalano alcuni
importanti fondi cartografici posseduti da
biblioteche, musei e archivi bolognesi e
si riporta la relativa bibliografia.
Un'ultima precisazione
riguarda i settori della cartografia: il
lavoro non prende in
considerazione, tranne qualche eccezione,
le fonti cartografiche in ambito GIS. La
vastità delle risorse disponibili e il rapido
evolvere della tecnologia avrebbero reso
i riferimenti a tale settore necessariamente
parziali e rapidamente obsoleti.
E' stato invece inserito
qualche riferimento, soprattutto per quanto
riguarda i periodici
elettronici, alle pubblicazioni che trattano
nozioni di fotogrammetria.
2. I
metodi della ricerca
Una ricerca bibliografica,
per risultare completa, deve essere condotta
necessariamente
sia in rete che su fonti bibliografiche tradizionali.
Infatti, bisogna essere coscienti che in
rete non si trova tutto e non sempre quello
che si trova ne costituisce la parte più autorevole
e rappresentativa. Inoltre, dobbiamo sempre
tenere presente che in rete si possono trovare
risorse organizzate, secondo i tradizionali
schemi usati per gli strumenti cartacei (è il
caso di cataloghi in linea di biblioteche,
repertori bibliografici, banche dati) oppure
informazioni eterogenee sparse o comunque
organizzate con criteri diversi. In questo
lavoro verranno prese in considerazione entrambe
le tipologie, senza tuttavia mantenere una
separazione rigida tra i due contesti.
Quando si inizia una
ricerca bibliografica, è importante
quindi sapere bene cosa cercare per decidere
quali strumenti sono più adatti ai nostri
obiettivi.
Ad esempio, se vogliamo
sapere chi possiede un libro o una rivista,
non ci serviremo
di un motore di ricerca ma di un catalogo
in linea. I motori infatti non ricercano
ancora all'interno dei database dei cataloghi,
nonostante negli ultimi tempi vi siano stati
notevoli progressi in tal senso e non è affatto
escluso che in un prossimo futuro potremo
disporre di strumenti affidabili che siano
in grado di ricercare anche all'interno di
quello che viene chiamato "invisible web" o "deep
web" [2]. Già oggi, ad esempio, molti motori sono in
grado di indicizzare in full text [[3]] i file in formato Pdf [[4]], una volta inaccessibili.
Tuttavia, con i motori, è sempre possibile
ricercare nelle pagine che riportano informazioni
sulle risorse e ciò è molto utile per conoscere
almeno i contenuti, le caratteristiche e
le localizzazioni degli archivi.
Un'altra importante
precisazione va fatta sulle risorse ad
accesso libero e quelle
a pagamento. Tranne rare eccezioni, non è possibile
ottenere gratuitamente in rete il testo di
documenti regolarmente pubblicati o l'accesso
libero a risorse elettroniche commerciali
a pagamento. Il testo completo di un recente
articolo di una rivista commerciale, disponibile
in rete in formato elettronico, sarà visibile
solo pagando i diritti all'editore. Allo
stesso modo, il produttore di una banca dati
a pagamento non permetterà la ricerca gratuita
sui propri dati.
Molti editori però consentono, a titolo
promozionale, l'accesso libero alle versioni
digitali di alcuni testi in commercio e alle
vecchie annate dei periodici. Anche per le
banche dati esiste spesso la possibilità di
consultazioni "demo" per un periodo
di tempo limitato o per una determinata porzione
dei dati.
Chiarito in via preliminare
questo aspetto, va però precisato che molti enti, tra cui
l'Università di Bologna, sono abbonati a
una gran quantità di risorse elettroniche
commerciali e che quindi, gli utenti di tali
istituzioni (studenti, docenti) possono accedere
liberamente anche a questo tipo di informazioni.
Maggiori dettagli relativi
alle modalità di
accesso verranno forniti durante la presentazione
delle varie risorse.
Dicevamo dunque che,
quando intraprendiamo un lavoro di ricerca,
dobbiamo chiederci
innanzitutto cosa vogliamo cercare. Riferendoci
alla storia della cartografia, l'oggetto
della nostra ricerca potrà essere una
carta geografica, un atlante, una collezione
di carte; ma anche un testo che parla di
una carta; la storia della cartografia di
una determinato periodo o di una determinata
area geografica; gli atti di un convegno;
un articolo sulla produzione di un cartografo
e potremmo continuare a lungo con altri molteplici
esempi.
Cercheremo quindi di
procurarci il maggior numero di informazioni
per identificare e
localizzare questi materiali. Ma per raggiungere
i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di sapere dove
andare a cercare le informazioni e quali strumenti
ci possono fornire un valido ausilio per
la ricerca.
Nel corso del lavoro
verranno affrontati proprio questi aspetti:
proveremo a classificare
le varie tipologie dei documenti e indicheremo
di volta in volta gli strumenti e le strategie
più adeguate ad un loro recupero.
3. Tipologie
di documenti
Le carte sono il principale
oggetto di studio della cartografia. La
loro conoscenza è fondamentale
ma, dovendo intraprendere un'attività di
ricerca, è altrettanto fondamentale conoscere
gli strumenti, le fonti e le risorse [5]]più adatte
a individuarle e ad esaminarle.
Il lavoro di analisi è stato condotto separando "fonti
primarie" e "fonti secondarie".
Per "fonti primarie" intendiamo
qualsiasi documento, cartaceo, analogico,
digitale,
che riporti i risultati di una ricerca, studio,
osservazione e narrazione [6]. L'espressione "fonti primarie" evidenzia che
si tratta di documenti originali, ossia di
prima mano, nei quali uno studioso può trovare
informazioni su uno specifico argomento:
ad esempio un dato, un'informazione topografica
presente in una carta, lo stato di avanzamento
di una ricerca presentato negli atti di un
convegno o in un articolo etc. Quando si
inizia la ricerca in un ambito non noto,
per reperire le fonti o letteratura primaria
si utilizzano le "fonti secondarie". Queste
ultime sono costituite da documenti quali
indici e bibliografie che eseguono rassegne
di documenti primari e consentono di reperirli.
La differenza principale tra fonte primaria
e fonte secondaria consiste nel fatto che
un documento definito "fonte primaria" offre
informazioni direttamente utilizzabili (una
data di nascita), mentre un documento classificato
come "secondario" rinvia ad una "fonte primaria".
Possiamo ad esempio trovare una lista di
articoli in una fonte secondaria. Una volta
selezionati quelli di interesse, dovremo
localizzare la biblioteca che li possiede
e procurarci il testo dell'articolo o se
il periodico è elettronico e abbiamo i diritti
di accesso, potremo "cliccare" sul link collegato
al periodico su Web e da qui visualizzare
il testo completo dell'articolo. La distinzione
tra fonti primarie e secondarie è metodologicamente
utile a comprendere in che modo considerare
le pubblicazioni, ma è opportuno tenere conto
dei limiti di tale ripartizione. Spesso le
pubblicazioni che raccolgono carte contengono
una ricca bibliografia cui rinviano per lo
studio del materiale primario. Inoltre, per
quanto riguarda le risorse non cartacee e
le banche dati in particolare, non è infrequente
che siano presenti sia riferimenti bibliografici,
sia i link al testo pieno dei documenti.
Lo stesso avviene per i portali e per i siti
disciplinari. Nella maggior dei casi parte
sono disponibili link a bibliografie,
ma anche a documenti a testo pieno.
L'indagine
si rivolge ad un pubblico di studiosi che
lavorano
in ambito bolognese,
pertanto è stato ritenuto opportuno indicare,
per tutti i documenti citati, la disponibilità -
per le risorse cartacee - o l'accesso - per
le risorse elettroniche - in primo luogo
a Bologna, o se non disponibili a Bologna,
in Italia. Per le pubblicazioni cartacee
verrà quindi indicata la localizzazione nei
cataloghi:
SBN Polo [7] se
disponibile nel polo bolognese: http://opac3.cib.unibo.it/opac/sebina/aubo oppure http://sol.cib.unibo.it:8080/SebinaOpac/Opac .
SBN Indice [8],
se non disponibile nel bolognese, ma in altre
località italiane: http://opac.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame .
Mai-Azalai [9] se
non disponibile in SBN Indice, ma da ricercarsi
mediante il metaopac Mai-Azalai, risorsa
che interroga simultaneamente oltre 150 cataloghi
italiani, molti dei quali non afferenti a
SBN: http://azalai.cilea.it/mai/ .
Si rinvia al prossimo paragrafo per una
breve descrizione del contenuto di questi
cataloghi e di alcuni dei principali cataloghi
stranieri .
Per i periodici, verrà indicato
se disponibili in ACNP (Catalogo Nazionale dei Periodici);
i periodici online, accessibili dall'Università di
Bologna, saranno riportati in una lista a
parte con l'indicazione della copertura e
della piattaforma editoriale presso cui è accessibile
il testo completo.
Questa la simbologia adottata:
ACNP significa
che una copia cartacea è localizzabile
mediante ACNP: http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html
Online: gli utenti dell'Ateneo di
Bologna (sedi romagnole comprese) possono
accedere al testo completo degli articoli
Free Access:
il periodico è liberamente
consultabile su Internet, senza necessità di
alcuna licenza.
Poiché una pubblicazione può contenere
due o più tipologie di informazioni, per
pura chiarezza espositiva, essa potrà essere
citata più di una volta nel presente lavoro.
4. Gli
strumenti di localizzazione: i cataloghi
Il catalogo è uno strumento che consente
di verificare se in una biblioteca esiste
la pubblicazione di un autore, oppure un'opera
su un certo argomento. E' il principale strumento
da utilizzare per localizzare i documenti.
I cataloghi possono essere cartacei ed elettronici.
I cataloghi cartacei più diffusi sono quelli
per autore-titolo e per soggetti. Il catalogo
per autore/titolo informa su quale opera
di un determinato autore e quali edizioni
di una determinata opera esistono in biblioteca;
il catalogo per soggetto riporta le opere
relative a un determinato argomento. A volte,
esiste un catalogo separato per le pubblicazioni
periodiche. Vi possono essere anche cataloghi
speciali quali cataloghi di carte, mappe,
audiovisivi, tesi, materiale antico etc.
In questo lavoro prenderemo in considerazione
essenzialmente le caratteristiche dei cataloghi
online (OPAC) e ci riferiremo a questi strumenti
per la localizzazione delle pubblicazioni
menzionate.
Vedremo in seguito che
il catalogo di grandi biblioteche può anche
essere usato solo come bibliografia, ossia
per verificare quali
pubblicazioni esistono su un certo argomento,
indipendentemente dalla localizzazione.
I cataloghi in linea, chiamati anche OPAC
(Online Public Access Catalogue),
sono archivi elettronici che contengono essenzialmente
informazioni di tipo bibliografico.
<Un OPAC è costituito sostanzialmente
da un database e da una interfaccia di accesso
ai dati in esso archiviati. Un database dal
punto di vista logico è composto da una serie
di schede (record). Ogni record contiene
la descrizione, organizzata per aree prefissate
(o campi), di un determinato oggetto. Nel
caso dei database catalografici, tali oggetti
sono i documenti che fanno parte della collezione
di una o più biblioteche> [10]
La funzione principale
di un OPAC è la
localizzazione dei documenti posseduti dalle
biblioteche. Vi sono cataloghi in linea di
singole biblioteche o di più biblioteche.
Queste possono riferirsi ad un singolo ente
(ad es. l'Università) ad una determinata
area (es. la provincia di Bologna) o interessare
l'intero territorio nazionale.
Gli OPAC possono contenere
diverse tipologie di materiali (libri,
periodici, carte, audiovisivi
etc.) oppure considerare un solo tipo di
documento (è il caso del catalogo nazionale
ACNP che contiene solamente pubblicazioni
periodiche).
Alcuni OPAC, oltre alle
localizzazioni fisiche dei documenti presso
le biblioteche,
riportano anche collegamenti a servizi esterni
come l'accesso alla copia digitale del libro
o della rivista. Inoltre, sempre più spesso,
gli OPAC sono collegati a moduli di prestito
e di fornitura documenti.
Bisogna infine tenere
presente che, nonostante diversi progetti
in corso di recupero del
pregresso, i cataloghi in linea contengono
raramente la totalità dei documenti posseduti
dalle biblioteche. Per questo motivo è vivamente
consigliabile anche la consultazione dei
tradizionali cataloghi cartacei, soprattutto
per le pubblicazioni meno recenti. Vengono
ora illustrate le caratteristiche di alcuni dei
più significativi OPAC italiani e stranieri.
L'elenco completo degli OPAC delle biblioteche
italiane si trova all'indirizzo: http://www.aib.it/aib/opac/repertorio.htm
Un elenco dei repertori
degli OPAC stranieri è disponibile
all'indirizzo: http://www.aib.it/lis/r.htm3
4.1 Il
catalogo delle Polo bolognese SBN
Il catalogo del Polo
bolognese SBN http://opac3.cib.unibo.it/opac/sebina/aubo
contiene le pubblicazioni
possedute dalle biblioteche dell'Università e delle provincia
di Bologna. Sono presenti soprattutto libri
(monografie) ma anche altri materiali. Sono
comprese quasi tutte le pubblicazioni acquisite
dall'Università dal 1980 ad oggi, mentre
per gli anni precedenti, la copertura non è completa,
poiché l'immissione delle registrazioni bibliografiche
precedenti è ancora in corso e non ha eguale
copertura per tutte le biblioteche. In particolare,
si trovano anche le localizzazioni delle
pubblicazioni periodiche delle biblioteche
della provincia di Bologna che non aderiscono
ad ACNP.
Inoltre è presente anche
una collezione di libri antichi (pubblicati
prima del 1831)
e di grafica (soprattutto fotografie e manifesti).
Dal catalogo del Polo
bolognese è possibile
ripetere una ricerca su altri cataloghi collegati: Rete
Bibliotecaria di Romagna, Rete Bibliotecaria
della Provincia di Modena, Rete bibliotecaria
della Provincia di Parma e Catalogo Nazionale
dei Periodici ACNP.
Ulteriori servizi disponibili sono:
Link multimediale
a informazioni su Web (ad esempio l'eventuale
disponibilità del
testo pieno o altre informazioni).
Informazioni sul contenuto del documento
(indici).
Informazioni sulla disponibilità del volume
(se il documento è disponibile o è a prestito
e fino a che data).
Informazioni sull'acquisizione in corso/volume
in corso di trattamento.
Nel caso il volume sia
stato ordinato o la catalogazione sia in
corso, appaiono le
informazioni "Acquisizione in corso"/"Volume
in corso di trattamento". In questo modo
l'utente è informato che la pubblicazione
sarà presto disponibile in biblioteca.
4.2 Il
catalogo dell'indice SBN
Attraverso il catalogo dell'indice
SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) http://opac.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame è possibile
interrogare in maniera cumulativa tutti
i cataloghi delle biblioteche italiane
che aderiscono alla rete SBN. SBN è la
rete delle biblioteche italiane promossa
dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali
con la cooperazione delle Regioni e dell'Università.
Aderiscono a SBN biblioteche statali -
tra cui le due biblioteche nazionali centrali
di Firenze e Roma - comunali, universitarie,
di accademie e istituzioni pubbliche e
private operanti in diversi settori disciplinari.
Le biblioteche che
partecipano a SBN sono raggruppate in
Poli locali (uno di
essi è il Polo bolognese); ogni Polo è costituito
da un insieme più o meno numeroso di biblioteche
che gestiscono tutti i loro servizi con
procedure automatizzate tramite terminali
collegati ad un elaboratore comune. I Poli
sono a loro volta collegati all'Indice
SBN, un elaboratore gestito dall'Istituto
Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche
Italiane e per le Informazioni Bibliografiche
(ICCU) che costituisce il nodo centrale
della rete. Le basi dati attualmente consultabili
sono [11]:
Libro moderno.
E' la principale base dati dell'Indice
SBN. Contiene
le notizie relative a monografie con data
di pubblicazione successiva al 1830 e quella
relativa a periodici antichi e moderni.
La consistenza attuale è di circa 7.200.000
titoli [12].
Libro antico.
Contiene notizie relative a monografie
con data
di pubblicazione che va dall'inizio della
stampa fino al 1830. La consistenza è di
circa 350.000 titoli.
Musica. La base dati
contiene notizie relative a documenti musicali
manoscritti, a stampa e a libretti per
musica dal XVI secolo in poi. L'archivio
ha una consistenza di circa 500.000 notizie.
Anagrafe delle biblioteche italiane.
Raccoglie le informazioni sulle biblioteche
italiane e i loro dati fondamentali. Le
biblioteche presenti sono 15.873.
Edit16. Censimento delle edizioni
italiane del XVI secolo.
L'archivio ha lo scopo di documentare
la produzione italiana a stampa del XVI
secolo e di effettuare una ricognizione
del patrimonio posseduto a livello nazionale.
Contiene edizioni stampate tra il 1501
e il 1600 in Italia, in qualsiasi lingua,
e all'estero in lingua italiana. Al censimento
partecipano 1200 biblioteche italiane,
la Biblioteca Statale della repubblica
di San Marino e alcune biblioteche appartenenti
allo stato della Città del Vaticano tra
cui la Biblioteca Apostolica Vaticana.
BiBMan. Bibliografia
dei manoscritti in alfabeto latino conservati
in Italia La bibliografia
attualmente disponibile è quella
corrente (dal 1990) ed è il prodotto dello
spoglio di 7458 tra monografie, poligrafie
e periodici. Attualmente la base dati ha
una consistenza di 55.357 citazioni per 40.589
manoscritti citati.
Manus. Ricerca dei manoscritti in alfabeto
latino conservati nelle biblioteche italiane.
E' consultabile dall'ottobre 2003 e attualmente
accoglie la descrizione dei manoscritti
conservati presso alcune tra le 80 biblioteche
aderenti al progetto.
4.3 Il
catalogo nazionale dei periodici ACNP e
l'archivio
spogli
Il catalogo http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html ha
origine dall'Archivio Collettivo Nazionale
dei Periodici (ACNP) ed è nato, come catalogo
cartaceo, negli anni '70 per iniziativa dell'ISRDS-CNR [13].
L'archivio contiene le descrizioni bibliografiche
delle pubblicazioni periodiche possedute
da biblioteche dislocate su tutto il territorio
nazionale e copre tutti i settori disciplinari.
Le biblioteche dell'Università di Bologna
vi hanno aderito nel 1981.
Sin dal 1988 il CIB Centro Inter-Bibliotecario
ha messo a disposizione della comunità scientifica
la consultazione online di questo archivio sul
proprio sistema.
A partire dal 1993,
il catalogo ACNP viene aggiornato in linea
direttamente dalle biblioteche
aderenti e da circa due anni vengono inseriti
anche i periodici elettronici. Per questi
documenti è disponibile il collegamento al
sito dell'editore/aggregatore per la consultazione
e lo scarico del testo completo degli articoli.
Attualmente sono presenti circa seimila titoli
di periodici full-text, per la maggior
parte dei quali, l'accesso è riservato agli
utenti dell'Università di Bologna
La ricerca all'interno
del catalogo può avvenire
utilizzando sia una maschera di ricerca semplificata,
con poche chiavi di accesso (titolo,
ente autore, codice ISSN) oppure una maschera
di ricerca avanzata che contiene una gran
quantità di campi di ricerca e raffinamento
(ad esempio si possono filtrare solamente
i titoli online).
Dalle pagine del catalogo è raggiungibile
anche l'archivio anagrafico delle biblioteche
ACNP e del polo bolognese SBN http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/bib/fb.html.
L'archivio, oltre ad indicazioni prettamente
anagrafiche (denominazione, indirizzo, numeri
di telefono), contiene anche una vera e propria
bacheca elettronica dei servizi erogati dalle
biblioteche (orari di apertura, modalità di
accesso al prestito e alla consultazione,
condizioni per la fornitura dei documenti, regolamento
etc.) .
Ad integrazione delle
risorse informative interne e per completare
la documentazione
sui periodici è stato realizzato un archivio
spogli integrato con il catalogo ACNP all'interno
di un unico applicativo.
La procedura messa a punto per l'utente
consente, nel caso un periodico abbia l'indicazione
della presenza di spogli (S), di passare
in modo del tutto trasparente dalla ricerca
sul catalogo dei periodici alla ricerca sugli
spogli e viceversa
Dalle pagine del catalogo è possibile
anche accedere direttamente alla maschera
di ricerca
degli indici contenuti nell'archivio spogli http://serials.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/spogli/fs.html.
E' possibile effettuare ricerche per titolo
e autore dell'articolo e, limitatamente agli
spogli del Current Contents [14], per parole
chiave, abstract, settore disciplinare, intervallo
temporale.
Nell'archivio spogli sono presenti quasi
nove milioni di articoli provenienti da varie
fonti. L'archivio del Current Contents (1993-2001)
contiene otto milioni e mezzo di indici di
articoli provenienti da circa novemila periodici,
bibliografie, opuscoli, recensioni e altri
materiali relativi a tutte le discipline
(le discipline geografiche sono presenti
con un centinaio di testate spogliate). Le
principali informazioni presenti nel record
di spoglio sono: autore e titolo dell'articolo,
pagine, lingua, parole chiave, numero di
citazioni bibliografiche, gli indirizzi per
la richiesta di estratti e talvolta l'abstract.
Va ricordato che tutti gli spogli del Current
Contents sono in lingua inglese (anche
per gli indici tratti da periodici italiani).
Dal 2002 è cambiato
il tipo di abbonamento al Current Contents e
l'archivio non viene più alimentato. Per
consultare gli articoli pubblicati a partire
dal 2002 bisogna
andare sul server WebSPIRS [15] raggiungibile
all'indirizzo http://web5.silverplatter.com/webspirs/start.ws?customer=c168210
(vedere anche il paragrafo dedicato alle
banche dati).
Attualmente l'archivio
spogli è alimentato
dagli indici di periodici selezionati, provenienti
dall'inserimento diretto a terminale effettuato
da bibliotecari di varie strutture. Inoltre,
periodicamente, vengono caricati in modalità batch (differita),
spogli che provengono da vari progetti nazionali.
Il più importante dei quali è il progetto
ESSPER. Gestito dall'Università LIUC di Castellanza,
il progetto coordina lo spoglio cooperativo
di periodici italiani di scienze sociali
e diritto. Attualmente sono 270 i periodici
spogliati da 49 biblioteche italiane.
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