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Maria Chiara Liguori
La realtà virtuale al servizio della comunicazione storica:
il progetto del museo
elettronico della Certosa di Bologna |
Le nuove tecnologie di information technology,
considerate dapprima con un certo grado di
diffidenza, quasi come un elemento estraneo
e colonizzatore, hanno via via dimostrato
la loro utilità di strumento polifunzionale,
capace di far ripensare il modo di fare ricerca,
o archiviazione o comunicazione culturale,
contribuendo ad avvicinare i Beni Culturali
al grande pubblico.
Tra le varie soluzioni
proposte dalle nuove tecnologie, le applicazioni
virtuali, per
quanto meno immediate nella loro diffusione
rispetto al Web, stanno gradualmente conquistando
terreno, grazie anche alle decisive riduzioni
nei costi, sia in fase di realizzazione,
sia di fruizione. Le tecnologie di realtà virtuale
possono offrire un grande contributo a sostegno
dei Beni Culturali consentendo, per esempio:
l'accesso a monumenti difficilmente raggiungibili
perché situati in un luogo remoto oppure
perché potrebbero essere danneggiati; la
riproposizione di realtà e oggetti non più esistenti
o dei quali sono rimasti solo frammenti o
rovine; una fruizione senza confini, sia
portando l'oggetto all'utente, sia radunando
oggetti dispersi sul territorio; una visione
dinamica, senza vincoli spazio - temporali;
la ricontestualizzazione degli oggetti e
la presentazione di ipotesi scientifiche
differenti. [figura 1]
Con i progetti di ICT
elaborati da Nuove Istituzioni per Comunicare
la Città del Comune
di Bologna, diretto da Mauro Felicori, e
da Visit Lab del CINECA, responsabile
Antonella Guidazzoli, si sta cercando di
sfruttare al massimo le opportunità di questo
tipo di risorsa. Si tratta di applicazioni
di grafica immersiva, collegate a database,
dedicate al momento a tre nuclei di interesse
storico e artistico, individuati per essere
valorizzati e comunicati al pubblico e portati
avanti in contemporanea:
1 - area della Certosa, al
cui interno sussistono diversi monumenti
significativi come il Monumento
Ossario dei Partigiani [figura
2], il Memoriale ai
caduti della Grande Guerra [figura
3], l'ottocentesco
Chiostro
III [figura
4], con numerosissime tombe artistiche,
la chiesa di San Girolamo, la Certosa
medioevale, la necropoli etrusca;
2 - monumento commemorativo collocato in
piazza Nettuno e dedicato alle persone uccise
durante la Seconda Guerra Mondiale nella
lotta di liberazione;
3 - area del parco storico
di Monte Sole. Questa zona è tristemente
famosa per gli eccidi perpetrati sempre
durante la Seconda
Guerra Mondiale e conosciuti con il nome
di strage di Marzabotto, da uno dei paesi
della zona.
Le applicazioni sono
state pensate, in linea generale, per informare
e ricordare a cittadini
e turisti l'esistenza di questi siti culturali;
guidare il fruitore verso l'enorme quantità di
informazioni ricollegabili ad essi; facilitare,
grazie all'interfaccia visuale, l'accesso
ad informazioni complesse attraverso un tipo
di interazione semplice; infine, per gettare
le basi di una realizzazione modulare e aperta
ad accogliere sempre nuovi contributi.
La visualizzazione del
territorio, dalla quale si parte per accedere
ai singoli modelli
3D particolareggiati e alle informazioni
organizzate nei database, funge da collante
concettuale per unire realtà omogenee sia
temporalmente sia dal punto di vista dei
contenuti posizionate però in zone anche
lontane tra loro, come il parco storico di
Monte Sole, il Memoriale di piazza Nettuno
ai caduti nella lotta di liberazione e il
Monumento Ossario Partigiano in Certosa,
e realtà temporalmente anche molto differenti
localizzate nella medesima area, come il
sito monumentale della Certosa.
La complessità del progetto è percepibile
anche dai vari database, appositamente realizzati,
che saranno progressivamente popolati dalle
diverse istituzioni museali cittadine che
collaborano al progetto. Il desiderio è di
inserire quanti più livelli di informazioni
possibile, evitando una preselezione di tipo
didattico, e dando invece al fruitore l'opportunità di
approfondire i vari temi a piacere. Per esempio,
il database dedicato alla lotta di liberazione,
vedrà l'inserimento non solo delle biografie
delle persone lì sepolte, di quelle commemorate
nel monumento di palazzo D'Accursio e di
quelle uccise nella zona di Monte Sole, ma
di tutte le persone citate nel dizionario
biografico Gli antifascisti, i partigiani
e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), a
cura di Albertazzi, Arbizzani, Onofri. A
queste saranno aggiunte schede dedicate agli
eventi verificatisi a Bologna e dintorni
dal 1943 alla Liberazione, schede sulle brigate
partigiane e una cronologia per gli avvenimenti
locali, nazionali e internazionali a partire
dall'entrata in guerra dell'Italia fino alla
fine del 1945, con il collegamento direttamente
alla mappa del territorio, visualizzata con
un volo aereo del 1937, per la parte dedicata
agli avvenimenti locali. Inoltre, nella sezione
multimediale saranno inseriti vari approfondimenti
storiografici oltre a tutte le risorse che
sarà possibile raccogliere, dalle schede
dei partigiani dell'ANPI (Associazione Nazionale
Partigiani Italiani), delle quali ne sono
già state digitalizzate 4.000, alle foto
del patrimonio dell'Istituto F. Parri per
la Resistenza e della Cineteca Comunale,
oltre a filmati ed interviste.
Memoriali, monumenti
e cimiteri non devono essere solo un luogo
di malinconie o un collettore
di sterili nostalgie del tempo passato; possono
diventare il luogo della scoperta, della
riflessione e della progettazione, esprimendo
il legame con il territorio, conservandone
e riproponendone la memoria storica, la continuità tra
le generazioni e, allo stesso tempo, i momenti
di svolta, di cambiamento. Se considerati
da questo punto di vista, diventano elementi
di un museo storico a cielo aperto, testimoniando
il percorso di una comunità, salvaguardando
e trasmettendo l'insieme di esperienze e
conoscenza del passato che caratterizzano
l'identità sia del popolo sia dell'individuo
facendo percorrere a ritroso le tappe che
hanno portato alla vita di oggi. Attraverso
le ricostruzioni e il collegamento alle fonti, è la
vita stessa di tante generazioni che rivive.
Il punto di forza delle
realizzazioni digitali è sicuramente
nella fruizione: la versatilità raggiunta
dalle applicazioni di grafica immersiva consente
di spostarle ovunque ci siano tecnologie
adatte ad accoglierle, permettendo l'accesso
a questa speciale "banca dati della memoria" anche
su un semplice computer portatile. Il rischio
che questi monumenti si trasformino in oggetti
freddi e silenziosi viene superato raccogliendo
e trasmettendo informazioni e conoscenze
che si stanno dimenticando e cercando di
favorire un rifiorire di riflessioni. Le
centinaia di volti che guardano il passante
distratto dalla parete di palazzo D'Accursio,
i nomi incisi sulle tombe dei grandi ossari
commemorativi così come sulla singola tomba,
sono diventati muti. I nomi e i volti di
persone un tempo conosciute, oggi non dicono
nulla alle nuove generazioni. L'applicazione
si inserisce a questo punto, raccogliendo
le informazioni che la memoria collettiva
ha quasi dimenticato e che spesso dormono
indisturbate nelle biblioteche cittadine,
e le restituisce ai giovani, ai cittadini
e ai visitatori. Un aspetto interessante
del progetto è infatti anche l'impegno a
coinvolgere le istituzioni culturali locali,
stimolandole alla fornitura dei contenuti,
e nella comunicazione, che cerca di ridare
spazio al ricordo attraverso un uso intenso
delle fonti multimediali. Per meglio restituire
l'aspetto umano, e non solo scientifico dei
contenuti, si è pensato di far leggere ad
attori almeno una parte delle lettere personali
che fanno parte di alcuni fondi al momento
in corso di digitalizzazione (es. Archivio
Caduti della Prima Guerra Mondiale, presso
il Museo del Risorgimento). Un'altra iniziativa
pensata per coinvolgere le persone potrebbe
essere quella di contattare i parenti dei
partigiani morti dopo il 1945 chiedendo loro
di partecipare alla realizzazione del progetto
contribuendo con la stesura di una breve
biografia supplementare dei loro cari. Una
raccolta di testimonianze che potrebbe arricchire
ulteriormente l'applicazione.
La flessibilità delle realizzazioni informatiche è data
anche dalla possibilità di modificare sempre
i contenuti, aggiungendone a piacere nel
tempo. In particolare i database, dopo l'inserimento
delle prime raccolte di dati, potranno essere
aggiornati ed incrementati indefinitamente
da ciascuna istituzione per la parte di sua
competenza. Anche per quel che riguarda i
modelli, sarà possibile aggiungere in futuro
nuove realizzazioni che andranno ad inserirsi
facilmente sul modello del territorio.
Al momento, la parte
dedicata alla Certosa è in
fase molto avanzata di sviluppo e si sta
iniziando a lavorare sugli altri siti e sulla
parte della necropoli etrusca. In autunno
sarà possibile iniziare le sperimentazioni
con dei gruppi di utenti per testare la validità dell'applicazione
e apportare le dovute modifiche in base al
feedback incontrato.
Versione
stampabile
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| | Bibliografia
G.Bateson, Mind and Nature. A
Necessary Unit, Dutton, New York, 1979.
Renfrew C., Zubrow E., The Ancient
Mind: element of cognitive archaeology, Cambridge
UP. 1999
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interpretation and visualization of heritage
data using the architectural morphology: experimenting
emerging interfaces on a case study, «Proceedings
of ICHIM2003», 2003.
Makkuni R., 2003, Culture as a
driver of innovation, «Proceedings of ICHIM2003»,
2003.
Perkins A.C., Bailey D., Price A., The
Cone sisters' apartment: creating a real-time,
interactive virtual tour, «Proceedings of
ICHIM2003», 2003.
Frischer, B. et al., Virtual Reality
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Santa Maria Maggiore Project, (by B. Frischer,
D. Favro, P. Liverani, S. De Blaauw, D. Favro,
D. Abernathy),in: J.A. Barcelo, M. Forte, and
D. H. Sanders (eds.), Virtual Reality in
Archaeology, British Archaeological Reports International
Series S 843, Oxford, ArcheoPress,
2000, pp.155-162.
Pubblicazioni
sul progetto
C. Borgatti, M. Felicori, A. Guidazzoli,
M.A. Mauri, T. Diamanti, M.C. Liguori, The Certosa
Museum, city of memory, in: EVA2003 London - Electronic
Imaging and the Visual Art, Proceedings, London,
22-26 July 2003.
T. Diamanti, M. Felicori, A. Guidazzoli,
M.C. Liguori, M.A. Mauri, S. Pescarin, Dal
GIS alla Realtà Virtuale. Applicazioni per i Beni
Culturali e il Decision Making, «Mondo GIS»,
Luglio/Agosto 2003, pp. 17-20.
L. Calori, T. Diamanti, A. Guidazzoli,
M.C. Liguori, M.A. Mauri, L. Valentini, Certosa
virtual museum: a dynamic multilevel desktop VR
application, poster at Eurographics 2003, 1-6
September 2003, Granada, Spain.
T. Diamanti, M. Felicori, A. Guidazzoli,
M.C. Liguori, M.A. Mauri, S. Pescarin, Modular
real time applications for Cultural Heritage and
decision making, «Proceedings of ICHIM 2003»,
Paris, 8-12 September 2003.
L. Calori, T. Diamanti, A. Guidazzoli,
M.A. Mauri, M.C. Liguori, F. Serafini, L.
Valentini, ViSMan - a Software for Managing
Virtual Scenarios, in: M. Voli, P. Coluccia
(eds.), Science and Supercomputing at CINECA.
Report 2003, Bologna, 2004.
C. Borgatti, L. Calori, T. Diamanti,
M. Felicori, A. Guidazzoli, M.A. Mauri, M.C. Liguori,
L. Valentini, Certosa virtual museum, in:
M. Voli, P. Coluccia (eds.), "Science and Supercomputing
at CINECA. Report 2003", Bologna, 2004.
C. Borgatti, L. Calori,. T. Diamanti,
M. Felicori, A. Guidazzoli, M.C. Liguori, M.A.
Mauri, S. Pescarin, L. Valentini, Databases
and Virtual Environments: a Good Match for Communicating
Complex Cultural Sites, in: Atti della Conferenza
ACM SIGGRAPH 2004, Los Angeles, in stampa. |
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