Carmen Menchini
Maria
Luisa Cicalese, Aurelio Musi (eds.),
L’Italia delle cento città.
Dalla dominazione spagnola all’unità
nazionale, Milano, Franco Angeli,
2005, 256 pp.
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Il volume L’Italia
delle cento città. Dalla dominazione
spagnola all’unità nazionale
raccoglie i contributi di due iniziative
seminariali organizzate congiuntamente dai
dottorati di Milano (“Società
europea e vita internazionale nell’età
moderna e contemporanea”) e di Potenza
(“Storia dell’Europa mediterranea
dall’antichità all’età
contemporanea”). Da qui derivano i
due periodi cronologici distinti attorno
ai quali si raggruppano i venti saggi: il
momento del conseguimento dell’Unità
nazionale fra Otto e Novecento, ed il periodo
della dominazione spagnola in Lombardia
e nel Regno di Napoli.
I contributi di argomento
otto e novecentesco, che precedono nel volume
quelli sulla dominazione spagnola, appaiono
accomunati dal tentativo di investigare
il periodo sotto il profilo della storiografia
politica. Problemi chiave quali il dualismo
tra città e compagne e soprattutto
l’emergere della «questione
meridionale» sono rivisitati esaminando
il dibattito sulle riviste del tempo. Il
Meridione e le problematiche del neonato
Regno sono presentati attraverso lo sguardo
di uomini del Nord e nella riflessione di
esponenti di rilievo del periodo quali Pasquale
Villari, Pasquale Turiello, Ruggiero Bonghi.
Il dipanarsi del dibattito è seguito
entro un arco cronologico che va dalla rivoluzione
partenopea del 1799 e dalla sua controversa
interpretazione, fino ai nostri giorni,
con interessanti comparazioni di dati fra
l’oggi e il secolo XIX (Roberto Romano,
L'emergere di un’economia dualistica).
Nella seconda parte del volume
troviamo un Nord (Ducato di Milano) e un
Sud (Regno di Napoli, e Benevento) colti
stavolta nelle loro interrelazioni con la
Spagna, dunque nel quadro del sistema
imperiale spagnolo, che trova specifiche
e differenziate modalità di attuazione
nel sottosistema Italia. Queste
categorie storiografiche sono sottoposte
a verifiche critiche nel concreto delle
singole indagini. La nomina dei capi militari
della Lombardia da parte del sovrano spagnolo
(Claudio Donati, Ordinamenti militari
e guerre nella Lombardia spagnola tra metà
Cinquecento e fine Seicento), le peculiarità
della “via lombarda” all’Inquisizione
(Susanna Peyronel Rambaldi, Inquisizione,
controllo delle coscienze e società
nella Lombardia spagnola), figure centrali
quali Carlo Borromeo (Claudia Di Filippo
Bareggi, Carlo Borromeo: modello ideale
o uomo di governo?), emergono come
linee guida per la ricostruzione sotto varie
angolature prospettiche del rapporto tra
la Lombardia e la Spagna. Altri contributi
individuano analogie tra Milano e la realtà
del Regno di Napoli, a proposito ad esempio
del persistente ruolo dei corpi politici
locali rispetto agli Inquisitori inviati
da Roma. Altrove l’approccio comparativo
porta a rilevare la diversità del
contesto strutturale ecclesiastico meridionale
e settentrionale.
Il difficile rapporto Nord-Sud, problematica
centrale ed irrisolta del momento dell’unificazione,
trascinatasi fino ai nostri giorni, viene
qui affrontato dapprima nel momento del
suo emergere come categoria analitica, quindi
è riproposto per l’età
moderna attraverso la comparazione dei diversi
percorsi (politico-istituzionale, economico-sociale)
che caratterizzarono Ducato di Milano e
Regno di Napoli, pur all’interno di
una certa unitarietà data dal loro
collocarsi entro un medesimo sistema, quello
imperiale spagnolo. I contributi si propongono
anche come utili rassegne dei più
recenti studi, talvolta ancora in corso
di elaborazione.
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