| Karin Pallaver
Robin
Walker, When We Ruled, London,
Every Generation Media, 2006, pp.
713
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Attraverso un volume dal titolo provocatorio,
When We Ruled (Quando eravamo
noi a governare), Robin Walker propone
una lettura della storia antica e medievale
dell’Africa dal punto di vista dei
Black Studies. Lo scopo del volume
è quello di dimostrare che «la
storia dell’Africa va ben oltre la
tratta atlantica, le attività missionarie
ed il colonialismo europeo» e quindi
contrastare la credenza diffusa di un’Africa
priva di storicità (p. 13). La storia
dell’Africa, secondo l’autore,
è innanzitutto la storia degli sviluppi
tecnologici e culturali che le società
africane hanno raggiunto prima dell’inizio
delle attività europee sul continente.
A sostegno della sua tesi, l’autore
fa una sintesi della letteratura pubblicata
sulle società precoloniali africane,
ponendo particolare attenzione alle scoperte
archeologiche che dimostrano il notevole
sviluppo urbanistico raggiunto da alcune
società africane in epoca antica
e medievale; con l’ausilio di diverse
immagini e fotografie, vengono descritti
le città ed i monumenti costruiti
in Africa prima dell’arrivo degli
europei. Si tratta di un’analisi estesa
a tutto il continente, che, esulando dalla
comune separazione tra Africa subsahariana
ed Africa settentrionale, propone un’ampia
prospettiva geografica, grazie alla quale,
ad esempio, la civiltà egiziana viene
vista non solo come parte della cultura
mediterranea, ma anche e soprattutto come
una civiltà prettamente africana,
parte integrante della storia del continente.
Anche la preistoria diviene essenziale nell’analisi
degli sviluppi precoloniali delle società
africane: a partire dalle più importanti
scoperte archeologiche, come quella di Lucy
in Etiopia nel 1974, l’autore sottolinea
come siano molte le dimostrazioni che l’Africa
è stata la «culla dell’umanità»,
teatro di una lunga e variegata storia di
insediamento umano (p. 41).
Di particolare interesse all’interno
del volume è il secondo capitolo,
che illustra le fonti europee ed arabe risalenti
al periodo precedente la conquista coloniale
e che testimoniano di antiche civiltà
africane. Grazie alla presenza di queste
fonti, al momento dell’occupazione
coloniale la conoscenza del continente africano
era, secondo l’autore, abbastanza
diffusa in Europa. Perché, quindi,
si chiede Walker, queste fonti non si sono
trasformate in una vera e proprio conoscenza
dell’Africa? Perché a partire
dagli ultimi decenni del XIX secolo, ovvero
da quando gli europei cominciarono a considerarsi
ed a proporsi come fautori della civiltà
e propugnatori della civilizzazione, questi
documenti cominciarono ad essere accantonati
al fine di proporre la visione di un’Africa
senza storia, quindi oggetto giustificato
della conquista coloniale e della missione
civilizzatrice ad essa connessa. Il periodo
coloniale, durante il quale gli europei
si appropriano e controllano anche il sistema
di diffusione delle informazioni, diviene
quindi, per l’autore, anche il momento
di rottura nella formazione della conoscenza
che le società europee hanno dell’Africa.
Sebbene il ruolo degli africani nel determinare
la loro storia e l’importanza della
storia precoloniale siano soggetti ampiamente
trattati dalla letteratura africanista già
a partire dagli anni Sessanta del secolo
scorso, questo non ha significato una maggiore
diffusione della conoscenza della storia
dell’Africa a livello dell’istruzione
di base e dei mass media. È proprio
per colmare questo vuoto che Walker ha pensato
il suo lavoro: grazie all’elevato
numero di immagini e fotografie ed al linguaggio
semplificato, il volume vuole fornire una
sintesi ed uno sguardo generale sulla storia
delle civiltà africane prima dell’inizio
delle attività europee, facilmente
fruibile anche dal grande pubblico.
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