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IL
POTERE: FORME, RAPPRESENTAZIONI, CONTESTAZIONI
Raffaele Laudani –
Marica Tolomelli
Presentazione
La globalizzazione è di solito descritta
come un’epoca di crisi, di entrata
in declino degli assunti di fondo e delle
modalità di funzionamento delle nostre
società. Ciò è particolarmente
vero per la questione del potere, di cui
da più parti si sottolinea l’inafferrabilità
e la sua radicale trasformazione. Il potere
appare oggi al tempo stesso smaterializzato
e diffuso in tutte le dimensioni della vita,
e si ha sempre più la percezione
di uno svuotamento effettivo dei tradizionali
centri decisionali, prima fra tutte le istituzioni
statuali.
In stretto rapporto con i mutamenti che
stanno segnando la complessa transizione
verso l'età globale si pone infatti
indubbiamente il ruolo declinante dello
Stato moderno inteso sia come figura storica
determinata, che racchiude in sé
e centralizza il potere politico in una
serie di istituzioni rappresentative fra
di loro coordinate, operanti dentro confini
territoriali nazionali e su un popolo di
cittadini uguali e indifferenziati, sia
come orizzonte di senso complessivo della
politica moderna. Già percepita come
tale dai settori politici e intellettuali
più avanzati degli inizi del XX secolo
di fronte alle irruzioni delle masse popolari
nella sfera politica e alla «organizzazione»
degli Stati nazionali, la crisi dello Stato
esplode negli anni Settanta del secolo scorso:
sotto le spinte dei processi di internazionalizzazione
dell’economia finanziaria e dei movimenti
migratori, lo Stato sembra avere perso la
sua capacità centralizzatrice. Si
assiste così all’emergere di
nuovi luoghi di potere esterni o estranei
allo Stato e più in generale alla
crisi della democrazia rappresentativa,
che della politica moderna centrata sullo
Stato pareva essere uno degli approdi di
maggiore successo. Basti pensare alle organizzazioni
politiche ed economiche sovranazionali nate
a partire dal secondo dopoguerra - dal FMI
fino alle più recenti BCE, WTO, G8,
ecc. – e che oggi sono da tutti considerate
i veri luoghi decisionali a livello mondiale,
come testimonianza di un profondo mutamento
in atto negli assetti del potere politico-economico
così come ci erano stati consegnati
dall'età moderna in avanti.
Nello sforzo di sviluppare un ragionamento
critico sulla lunga e complessa fase di
transizione dal moderno al postmoderno,
questo dossier si propone di analizzare
da un punto di vista storico, geografico,
antropologico e teorico-concettuale le trasformazioni
del potere, che nella attuale crisi di sistema
(Maier) trovano una loro innovativa espressione,
cercando di evidenziare i più significativi
elementi di continuità e rottura.
Fra le diverse modalità con cui il
tema può essere indagato, si è
scelto in particolare di privilegiare ciò
che non è Stato, sia da un punto
di vista storico, attraverso lo studio delle
forme di potere che lo hanno preceduto o
che ne stanno prendendo il punto come centro
della politica, sia attraverso le “altre”
forme di potere, istituzionali e non, che
hanno affiancato lo Stato in età
moderna, ma che sono rimaste ai margini
di un “discorso” che ha nei
fatti identificato il cuore della politica
nello Stato-nazione. Con lo stesso spirito,
particolare attenzione verrà assegnata
ai movimenti di contestazione del potere,
che per la loro intrinseca dimensione antisistemica
sono spesso una lente particolarmente utile
per cogliere i limiti e aporie costitutive
del potere, in modo particolare nel caso
della politica moderna, che sulla neutralizzazione
del conflitto interno si è fondata.
Ciò vale tanto per i movimenti di
protesta che, all'interno delle consolidate
democrazie occidentali, hanno portato alla
luce con le loro pratiche radicali le contraddizioni
e le debolezze della democrazia rappresentativa
in un regime capitalistico di libero mercato,
ma anche per i conflitti di emancipazione
anticoloniale della seconda metà
del Novecento, che per molti versi hanno
annunciato gli attuali processi di globalizzazione.
Su questa base, il dossier si articolerà
nelle seguenti sezioni:
- Le rappresentazioni del potere, ovvero
le diverse modalità con cui il
potere è stato rappresentato o
si è autorappresentato nella cartografia,
nell’iconografia, nelle arti e nella
letteratura; nel dettaglio si porrà
attenzione - attraverso una prospettiva
di lunga durata – al discorso cartografico
come strumento di persuasione, di veicolazione
di messaggi politici, di propaganda.
- Il potere come concetto politico, ossia
i modi in cui il potere è stato
teorizzato e/o criticato nella storia
del pensiero politico. Particolare attenzione
sarà attribuita alla dimensione
coloniale e post-coloniale del potere
come altra faccia della modernità
politica centrata sullo Stato-nazione,
e al dibattito attuale sulle nuove forme
del potere.
- Forme alternative (sovranazionali o
micro-nazionali) al potere statuale, distinguendo
tra forme istituzionali, tra cui quelle
esperienze che sperimentano nuove soluzioni
del rapporto tra democrazia e rappresentanza
tipico della modernità politica;
e forme non-istituzionali, non legittime
o illegali (patriarcato, famiglia, criminalità
organizzata, ecc.).
- La politica in movimento: le pratiche
dei movimenti collettivi e le diverse
forme di conflittualità che minano
dal basso le forme esistenti di potere
e ne mettono in mostra limiti, contraddizioni
e aporie.
Ognuna di queste aree tematiche sarà
affrontata attraverso saggi di introduzione
e/o approfondimento su particolari questioni;
interventi di diversa natura (interviste,
testimonianze, ecc.) volti ad arricchire
la riflessione di utili stimoli critici
e, infine, materiali di supporto (bibliografie
ragionate, documenti) per chiunque desideri
approfondire autonomamente la ricerca sulle
questioni affrontate.
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