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I meticci e l'ibridismo

“La difesa della razza”, anno IV, n. 3, 20 febbraio 1940

“La difesa della razza”, anno III, n. 8, 5 dicembre 1940
Esamina l'immagine
1) Perché usare dei simboli di morte come frutto dell'unione fra bianchi e neri?
2) Cosa noti di particolare ed incongruo nei visi e nelle mani delle due immagini?
Analisi iconografica
La lotta contro le unioni fra italiani delle colonie africane e popolazione nera precedette la promulgazione delle leggi antisemite. Specifici provvedimenti penali furono previsti per gli uomini che si sarebbero uniti stabilmente ad una donna africana. Contemporaneamente venivano discriminati i figli “meticci” nati dalle coppie miste.
Gli scienziati razzisti giustificarono i divieti del regime con la teoria della infertilità degli ibridi: si trattava una teoria che proveniva dalla botanica ma che non trova alcuna validità scientifica all'interno di una stessa specie animale, dove anzi l'incrocio è uno dei fattori che portano alla sua evoluzione.
Nelle due immagini, l'infertilità degli accoppiamenti “meticci” viene rappresentata inserendo fra le due figure un simbolo che rimanda alla morte, sia esso un teschio oppure fiore senza vita.
Si noti inoltre che non vengono raffigurati un uomo e una donna, ma sia i visi che le mani sono entrambi femminili: l'infertilità etnica veniva dunque raffigurata come l'infertilità fra due individui dello stesso sesso, facendo riferimento ad un'altra persecuzione messa in atto dal regime: quella contro gli omosessuali. In queste immagini, il messaggio della condanna dell'omosessualità femminile viene usato per rinforzare quello contro le unioni interetniche.
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