Maria Chiara Wang
Di che colore è il mare? La rappresentazione degli spazi liquidi nelle mappae
mundi medievali |
Corso di
Laurea in Lettere Moderne
Tesi di Laurea
in Geografia
Relatore: prof.
Stefano Torresani
Correlatore: prof. Laura Federzoni
La tesi è articolata in cinque
sezioni: 1) introduzione alla geografia e
alla cartografia del Medioevo; 2) la rappresentazione
degli spazi liquidi nelle mappae mundi medievali;
3) l'uso del colore nella raffigurazione
del mare; 4) le isole e del loro valore simbolico;
5) schede analitiche dei documenti cartografici
analizzati.
1 e 2) La geografia nel primo
Medioevo (400-1000) è una materia 'fluida',
non definibile poiché priva di uno status
disciplinare autonomo entro la classificazione
dei saperi. Nonostante ciò rientra nella
sfera delle conoscenze del mondo, in relazione
alla narrazione storica - come avviene già a
partire da Agostino (secc. IV-V) e da Paolo
Orosio (sec. V) -, alla physica (vd.
Rabano Mauro, sec. IX) ed accanto alla geometria
- arte liberale del quadrivium - (vd.
Marziano Cappella, sec. V). Il suo carattere è teoretico,
atto a rispondere alle esigenze di una cultura
letteraria e biblica. La geografia infatti è una
fonte importante per l'esegesi delle Sacre
Scritture, per la contemplazione e l'educazione.
Nel Medioevo l'indagine geografica è inoltre
caratterizzata da un ristagno nella tradizione
(Macrobio e Cappella), dovuto alla priorità riservata
alle autorità (Plinio, Solino e Sacre Scritture)
rispetto all'esperienza e all'approccio scientifico.
E' per questo che Kimble (1938) parla di 'Dark
Age'.
All'interno del quadro geografico
sopra delineato la mappa mundi medievale
risulta essere una descrizione e narrazione
- con fini teorici e pratici, educativi e
mediatici - a partire da una prospettiva
antropocentrica e teologica. La carta, rappresentazione
semplificata di uno spazio organizzato, è un
sistema semiotico costituito di simboli e
di loci mnemonici, da leggere come un testo
narrativo. In essa ritroviamo la storia completa
della Cristianità, dalla Creazione al Giudizio
Universale, il riferimento ai mostri e alle
meraviglie del lontano Oriente, la citazione
di miti e leggende, la celebrazione del potere.
La produzione medievale delle mappae
mundi avviene per lo più in ambito
monastico; non esiste ancora la figura
del cartografo e le stesse carte vengono
designate con una pluralità di termini
limitrofi e sinonimici quali: imago
mundi, pictura, figura e descriptio.
La realizzazione delle mappae è infatti
subordinata al testo dei codici e dei manoscritti,
entro cui sono collocate in qualità di
apparato illustrativo.
Harley e Woodward (1987) propongono
una tassonomia bipartita delle mappae mundi:
ad una tetrapartizione per immagini fa seguito
una tetrapartizione temporale. La prima classificazione
si articola in: 1) mappae tripartite
o T-O - schematiche e non schematiche -;
2) mappae a zone; 3) mappae quadripartite;
4) mappae di transizione. La seconda
suddivisione espone in successione le seguenti
fasi storiche: 1) il periodo tardo greco-romano
ed il periodo patristico (ca. 400-700); 2)
il Rinascimento carolingio (ca. 700-1096);
3) l'Età delle crociate (1096-1270); 4) il
periodo di transizione dal Medioevo al Rinascimento
(1300-1460).
3) Il colore è un prodotto
storico-sociale, una categoria culturale
che varia a seconda dei diversi contesti
in cui è collocata. Il colore ricopre funzioni
differenti: da quella decorativa, a quella
informativa e simbolica. Per quanto riguarda
la rappresentazione degli spazi liquidi in
Europa il blu diviene il colore convenzionale
solo nel secolo XVII, dopo una lenta emancipazione
iniziata nel secolo XI e favorita nel secolo
XII da una ri-organizzazione totale della
gerarchia dei colori e dall'introduzione
del blu nell'ambito religioso (vd. culto
mariano) da cui fino a quel momento era stato
estromesso. Alla fine del Medioevo la Riforma
segna la rivalutazione definitiva di questo
colore, ora percepito come espressione di
bellezza, nobiltà e moralità. Ma il colore,
come rileva Bacič (1995) è presente
anche a livello talassonimico: ogni nome
riflette la posizione da cui si riguarda
l'elemento designato. Così il Verde indica
l'Est, il Rosso il Sud, il Nero il Nord ed
il Bianco l'Ovest. E' per tale ragione che
il Mar Rosso dei greci indica lo stesso spazio
liquido del Golfo Verde degli arabi. Lecoq
(1998) si concentra invece sulla relazione
colore-significato: nel Medioevo esiste una
stretta correlazione tra i venti, gli elementi,
i temperamenti, gli umori, gli stati del
corpo. Ulla Ehrensvärd (1987) infine valuta
l'ipotesi che la scelta del colore degli
spazi liquidi sia guidata da una volontà di
imitazione della natura.
4) Le isole - anarchicamente
distribuite - sono spazi archetipici, sedi
del meraviglioso, del fantastico, dell'immaginario,
dell'estraneo e dell'inusuale, e sin dall'antichità ambientazioni
predilette di miti, leggende e memorie. Le
isole costituiscono il limite estremo dell'orbis
terrarum, la barriera tra esso e l'Oceano
infinito, e in quanto tali circoscrivono
il paesaggio entro una dimensione finita
e perciò rassicurante. Esse possono assumere
valenze sia positive, in qualità di luoghi
remoti di pace, di magia, dalla temperatura
mite e dal terreno fertile, sia negative
quando infestate da mostri, da popolazioni
barbare e da una natura selvaggia. Anche
le coste nell'immaginario collettivo medievale
suscitano rappresentazioni antitetiche in
quanto raffigurate sia come zone di confine
e di pericolo, dove si rivela la novità,
l'alterità, la violenza e la brutalità, sia
come luoghi di approdo, ritorno o fondazione
e di rovesciamento carnevalesco. Le isole
e le coste suscitano quindi curiosità, dubbi, interrogativi
e reazioni opposte che vanno dall'edenizzazione/idealizzazione
alla demonizzazione e condanna.
La tesi è infine corredata
da schede analitiche dei documenti cartografici.
Sommario
PREFAZIONE
I INTRODUZIONE
I.1 Status della geografia nel Medioevo
I.2 Contenuti della cartografia
e delle mappae mundi
I.3 Classificazioni delle mappae
mundi
II LA GALASSIA DEGLI
SPAZI LIQUIDI
II.1 Il fiume Oceano
II.2 L'Oceano e il Diluvio
II.3 I fossili marini
II.4 Le creature del mare
II.5 Il mare come metafora: il
viaggio e la tempesta
II.6 Gli enigmi del mare
II.7 I fiumi paradisiaci
III DI CHE COLORE E' IL
MARE?
III.1 I colori nel Medioevo: luminosità ed
instabilità
III.2 Blu: prodotto storico -
sociale
III.3 Talassonimia
III.4 Policromia - polisemia
III.5 Difficoltà documentarie,
metodologiche ed epistemologiche
IV ISOLE E LIMINA
IV.1 Isole
IV.1.1 Britannia
IV.1.2 Irlanda (Ierne o
Iberna o Iuverna)
IV.1.3 Thule
IV.1.4 Taprobana
IV.1.5 Isole Fortunate
IV.1.6 Scandza o Scandia
IV.1.7 Rifargica
IV.1.8 Utopia
IV.2 Limina
MAPPAE TRIPARTITE
- SCHEMATICHE/T-O
MAPPAE TRIPARTITE - NON SCHEMATICHE
GRANDI MAPPAE TRIPARTITE - NON SCHEMATICHE
DIAGRAMMI A ZONE
MAPPAE QUADRIPARTITE
MAPPAE DI TRANSIZIONE
MAPPAE COROGRAFICHE
CARTE NAUTICHE
ILLUSTRAZIONI
REPERTORIO
CARTOGRAFICO
BIBLIOGRAFIA
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