Mappa dello sfruttamento economico dell'Africa

Scambi commerciali tra Europa e Africa. Philippe Rekacewicz. La grande ruota

Philippe Rekacewicz
Gabriel
Un’epopea nell’Africa occidentale

(Questo articolo fa parte del Dossier Migrazioni e lavoro)

Gabriel- Un’epopea nell’Africa occidentale

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Gabriel, originario della Guinea Bissau, porta a termine i suoi studi di medicina all'università di Lomé (Togo). È membro attivo dell'Unione delle forze di cambiamento (UFC), partito che si oppone al generale Eyadema, che all'epoca governava il paese con il pugno di ferro. Durante una notte di repressione, però, Gabriel è minacciato e deve fuggire in macchina verso il Benin. Poi, continua la sua fuga in taxi collettivo verso il Burkina Faso via Niamey (Niger).

Resta sei mesi in Burkina Faso, dove lavora nei mercati di Ouagadougou e di Koudougou. Successivamente, riparte per Bamako, in Mali, dove per un anno vive di nuovo di piccoli lavori. Infine raggiunge Conakry, in Guinea, dove fonda una clinica privata. Ci resterà circa quattro anni, e sarà tra l'altro ingaggiato come medico volontario per lavorare nei campi di rifugiati di Kankan e Nzérékoré. Siamo allora nel mezzo della guerra in Sierra Leone e in Liberia: centinaia di migliaia di persone fuggono verso la Guinea per scappare ai combattimenti e al terrore.

Vittima di racket, Gabriel deve lasciare Conakry. Raggiunge Bissau, dove lavorerà per un anno per conto di missionari brasiliani. Diviene responsabile dell'organizzazione dei giovani del Partito della rinnovazione sociale (PRS) del presidente Kumba Yala, rovesciato poi nel settembre 2003. Gabriel è allora arrestato e trasferito in una prigione militare. Un giorno, i prigionieri sono portati nella boscaglia, e, per una coincidenza straordinaria, arrivano proprio vicino a Obiam, il villaggio di cui Gabriel è originario. Conosce la regione come le sue tasche. Dopo essere riuscito a scappare ai suoi carcerieri, raggiunge la capitale, distante quaranta chilometri, a nuoto e a piedi.

Viene nascosto presso i missionari brasiliani e spedito la notte stessa su un piccolo peschereccio verso la Casamance.
Da Ziguinchor raggiunge Dakar in un taxi collettivo. Prosegue il suo viaggio e si ferma quattro mesi nelle isole di Capo Verde. Di ritorno in Senegal, si nasconde di nuovo da altri missionari per un mese, il tempo di far fare un visto Schengen.

Perché l'Austria? “Mi sono ricordato dei miei corsi di storia, della prima guerra mondiale e dell'impero austro- ungarico”, spiega...

Si imbarca su un volo regolare di Alitalia per Roma con una corrispondenza per Vienna, tutto questo dopo essersi preoccupato di effettuare una prenotazione a suo nome per tutt'altro tragitto, al fine di confondere le tracce...
Sbarca quindi regolarmente in Austria e incontra per caso a Vienna quello che chiamerà “il suo piccolo angelo”, una persona che si prenderà cura di lui, gli darà alloggio e lo aiuterà a compiere tutte le pratiche per la domanda di asilo. Gabriel subirà più volte la brutalità della polizia viennese. Alla fine, la sua epopea sarà durata dieci anni.

 

Questo articolo si cita: Philippe Rekacewicz, Gabriel. Un’epopea nell’Africa occidentale,  «Storicamente», 5 (2009), http://www.storicamente.org/07_dossier/migrazioni-rekacewicz-19.htm
Versione stampabile del viaggio di Gabriel
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