Appuntamenti ed eventi
 

Giorno della Memoria 2008

Gli altri stermini
La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo
e il fascismo

Dipartimento di Discipline Storiche - la LUO Libera Università Omosessuale
lunedì 28 gennaio ore 16.30 Aula Grande di piazza San Giovanni in Monte, 2

***

Concerto organizzato dal Dipartimento di Discipline Storiche

Shmutsige Magnaten
Anthony Coleman plays Mordechai Gebirtig


sabato 26 Gennaio  ore 18.00 Aula Absidale di Santa Lucia, via de' Chiari 2

 


Archivio eventi

Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università di Bologna — IRRE Emilia Romagna

Giovedì 15 marzo 2007
Insegnare storia mondiale: risorse storiografiche e risorse didattiche
Seminario di studio



Il Dipartimento di Discipline Storiche, l’Istituto Regionale Ricerca Educativa Emilia Romagna e la Redazione organizzano per i docenti di storia delle scuole della regione un seminario di studio per presentare la rivista e avere un confronto sulle molteplici relazioni possibili tra storiografia e storia insegnata.


Mercoledì 1 marzo 2006, dalle 15.30 alle 18.30
Aula del Priore, primo piano
Dipartimento di Discipline Storiche
Piazza San Giovanni in Monte 2
Bologna

Programma:

Flavia Marostica, Apertura dei lavori e senso dell’incontro
Alberto De Bernardi, La didattica della storia tra scuola e Università
Redazione di Storicamente, Presentazione della struttura e dei contenuti della rivista
Dibattito

Materiali preparatori:

Quale Storia? Intervista ad Antonio Brusa
a proposito di didattica, insegnamento e ricerca storiografica

La storia è di tutti. Nuovi orizzonti e buone pratiche nell’insegnamento della storia: un grande convegno a più dimensioni
Flavia Marostica discute alcuni dei nodi affrontati nel corso del convegno dedicato a questo tema che ha avuto luogo lo scorso settembre a Modena.


Anno zero

Testi per Il Giorno della Memoria
a cura di Cristiana Facchini e Roberta Mazza

letti da
STEFANO PESCE E BARBARA MAUTINO

Universitą degli Studi di Bologna
Dipartimento di Discipline Storiche
Piazza San Giovanni in Monte 2
Aula G. Prodi
Lunedì 30 gennaio, ore 17

“Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte
beviamo beviamo”.
Sono i versi scarni del più noto poeta della Shoà, che ha descritto l’atroce esperienza della persecuzione nel linguaggio lirico della poesia. È Celan, ebreo rumeno che scrive in lingua tedesca, la lingua dei carnefici, il quale, contro la stentorea affermazione di Adorno, “…scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie, e ciò avvelena la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie…”, sperimenta, con risultati altissimi, la potenzialità del linguaggio lirico di mettere in essere, di fare sentire, la Shoà.

Aharon Appelfeld, scrittore israeliano di origine rumena, sopravvissuto ai campi, trae spunto proprio dagli stessi versi della poesia di Celan, rispondendo ad una domanda rivoltagli da Philip Roth. Dice, parlando dei sopravvissuti, dei superstiti, che “il sopravvissuto … ha ingoiato l’Olocausto tutto intero, e procede nella vita con l’Olocausto in tutte le sue membra. Beve il “latte nero” del poeta Celan, mattino, pomeriggio e sera. Non ha alcun vantaggio su nessun altro, ma non ha ancora perduto il suo volto umano”.

Più ironico e solare, Primo Levi, scrittore non “professionista”, autore del capolavoro Se questo è un uomo, nel suo libro Se non ora quando?, dedicato agli ebrei dell’Europa orientale, propende per un percorso narrativo più lieve. In questo libro, il cui titolo è tratto da un antico insegnamento rabbinico, Levi confessa che voleva “raccontare una storia piena di speranza, a tratti allegra, benché proiettata su uno scenario sanguinoso. Volevo combattere un luogo comune ancora prevalente in Italia: un ebreo è una persona mite, uno studioso, inadatto alla guerra, umiliato che ha sopportato secoli di persecuzione senza mai reagire. Mi sembrava doveroso rendere omaggio a quegli ebrei che, in condizioni disperate, trovarono il coraggio e la capacità di resistere”.

I diversi registri stilistici e narrativi con cui ebrei e non ebrei hanno espresso l’esperienza traumatica del fascismo, del nazismo, delle persecuzioni e della guerra vi vengono presentati in un percorso di letture.
Abbiamo deciso di ricordare attraverso i brani letterari, poesie e lettere, stralci di testi narrativi, riflessioni teoriche e filosofiche di coloro che hanno vissuto questo momento storico. Abbiamo scelto le parole di autori noti e meno noti, poeti, scrittori, filosofi, storici, ma anche comuni cittadini.
La memoria, restituita dai brani che presentiamo, non passa solo attraverso i versi lirici che fissano e restituiscono l’esperienza del trauma e della perdita, ma è fatta anche delle voci speranzose di coloro che sono stati perseguitati, per motivi politici, razziali e religiosi, dai regimi nazi-fascisti.
Voci che invitano ad una riflessione sul dovere dell’azione e del ricordo, ma incitano anche alla speranza irrinunciabile di un mondo migliore.

Questa lettura deve molto al lavoro di Riccardo Bonavita e in parte anche a lui è dedicata.

Cristiana Facchini
Roberta Mazza

I testi e le immagini per Il giorno della Memoria

Riccardo Bonavita
La Shoah e la poesia del ‘900

Filippo Focardi
La questione dei processi ai criminali di guerra tedeschi in Italia: fra punizione frenata, insabbiamento di Stato, giustizia tardiva (1943-2005)

 

 
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