Storicamente. Laboratorio di storia
Tratti somatici raffiguranti gli Ebrei
[[figure]]figures/2011/facchini_antisemitismo/facchini_antisemitismo_2011_02.jpg[[/figure]] Hieronymus Bosch, Salita al Calvario, olio su tavola, (76,7x83,5 cm), 1510-1516 circa, Museum voor Schone Kunsten, Gand. Verso il IV secolo dell’era volgare il cristianesimo celebrava con entusiasmo la conversione al proprio credo di molti popoli mentre gli ebrei rimanevano convinti della loro verità. La semantica dei temi antiebraici sviluppata in precedenza venne trasformandosi. Gli ebrei furono sottoposti a un processo di lenta diffamazione della propria identità culturale: vennero loro attribuite caratteristiche prima riservate ai “pagani”. Vennero ad esempio ritenuti portatori di demoni, assimilati a bestie, e capri, come si legge nelle omelie di Crisostomo. Scomparsi i pagani dall’orizzonte simbolico, il vero “nemico interno” diviene, assieme agli eretici, l’ebraismo [Limor, Stroumsa 1996, 1-26]. Un popolo del corpo, deprivato di una umanità propria e autonoma, che non coincide con quella elaborata dai cristiani. Si tratta di un elemento culturale che riveste una netta centralità nel pensiero cristiano e che ha subito un processo di “secolarizzazione” rilevante in tutta la polemica antiebraica anche di età moderna e contemporanea. Per altri versi interessante la ricostruzione della polemica antiebraica in Stow 2006.